26.1.21

Recensione: "Thunder Road"

 

Un film comico, drammatico, strampalato e dolcissimo.
Come del resto così è il suo protagonista.
Jim è un poliziotto a cui è appena morta la madre e che sta divorziando, con la paura di perdere anche sua figlia.
Un uomo vicino al crollo, al meltdown, che finge invece di stare bene. E per farlo parla continuamente, anche del nulla, per coprire quel silenzio cosmico che ha paura di affrontare.
Film scritto, diretto e interpretato da un giovane attore e regista, Jim Cummings, un autentico fenomeno.
Un one man show il suo, per un personaggio indimenticabile in un film dalla dolcezza, delicatezza e sottigliezza psicologica veramente rara.
Magnifico


Parla, parla, parla, parla, parla, parla, parla e a tratti si mette anche a parlare Jim.
Parla continuamente, senza sosta.
Tutto quello che dice spesso non ha senso, non è importante, è banale.
L'importante è che parli continuamente.
E Jim (che tra l'altro è dislessico, particolare importante) parla per coprire un vuoto, per non sentire il frastuono del silenzio in un periodo della sua vita difficilissimo.
La madre è appena morta (lui era il figlio prediletto dei 3), l'ex moglie sta iniziando le pratiche del divorzio, la figlia che tanto ama rischia di restare con lei.
Jim è in un momento particolarissimo, quello che gli anglosassoni chiamano "meltdown", quello del possibile crollo.
E allora invece che "nascondersi" Jim usa la parola come arma per far finta di non vedere quel crollo imminente.
Film meraviglioso, di una sensibilità pazzesca, credo psicologicamente uno dei più delicati, dolci e interessanti visti questi anni.
Ecco, Thunder Road è un film un pò comico, un pò drammatico, un pò strampalato e tanto tanto dolce come un pò comico, un pò drammatico, un pò strampalato e tanto tanto dolce è l'indimenticabile protagonista, Jim.
E Jim è interpretato da quello che, con un solo film visto, considero già un autentico fenomeno, Jim Cummings (non è un caso che nel film abbia il suo vero nome).

Jim Cummings ha scritto il film, lo ha diretto, lo ha interpretato.
E in tutte e tre le fasi (scrittura, regia, recitazione) questo giovane (e anche figo) ragazzo americano mostra delle doti incredibili.



Thunder Road non è altro che un lunghissimo one man show, Jim Cummings è sempre sulla scena, come fosse un palcoscenico, e parla sempre, come fosse un infinito monologo. 
Eppure c'è "anche" il film, eppure funziona tutto, il plot, i personaggi secondari, le vicende.
Cummings fagocita l'intero film dentro di sè ma riesce a non darti mai l'impressione di essere autoreferenziale o esibizionista, anzi, il suo Jim diventa un personaggio straordinario a cui riesci a volere un bene infinito.
Basterebbe già il prologo (straordinario), 12 minuti si piano sequenza, di cui 10 con una lentissima carrellata avanti (ma il film sarà pieno di long take, tutti nascosti e perfetti) in cui ci viene presentato un personaggio fatto e finito.
Il suo ridicolo discorso al funerale della madre, quel suo infantile, quasi inquietante, eppure dolcissimo ballo abortito per colpa di un registratore rosa che non funziona, quel suo piangere d'improvviso e chiedere continuamente scusa (sarà una costante del film), ecco, dopo 12 minuti io "sono già Jim", lo amo già.
E più il film andrà avanti più vorresti entrare dentro ad abbracciare questo ragazzo devastato che finge a tutti di star bene, che finge a tutti di avere tutto sotto controllo e che invece sta solo parlando al mondo per non avere il coraggio di fermarsi, farsi un pianto, e ammettere che qualcosa non va.
Anche al lavoro va di merda tanto che Jim viene licenziato. E anche qui il suo sfogo è ridicolo e struggente alla stessa maniera, le parole cattive di un uomo buono, parole a cui non crede nessuno.
E non è un caso che il suo migliore amico, Nate, capisca questo e malgrado sia stato lui l'offeso lo vada poi a cercare, in una scena, in un rapporto, che ricorda quello indimenticabile del protagonista de Il Sospetto e del suo amico.
Quando i due giocano fuori a baseball abbiamo due minuti talmente grandi sull'amicizia e sul potere che questa possiede da avere la pelle d'oca.
Intanto abbiamo già visto Jim più volte con sua figlia. E' un padre troppo attento, troppo preoccupato, forse proprio perchè ancora il padre non l'ha mai fatto. E anche in questo rapporto non smette mai di parlare senza capire che facendo così non rasserena nessuno ma, anzi, aumenta l'ansia, specie in una piccola bambina che sta vivendo un periodo molto delicato.
Ma del resto questo è proprio un film sull'ansia, sull'incapacità di fermarsi un attimo, sul riempire la propria vita di parole vuote per paura di quello che sta per accadere.
Il film regalerà altri momenti dolcissimi e "nascosti", a conferma di una scrittura eccezionale.
Penso ad esempio a quei due piccoli gesti che compie Jim uscito da casa della sorella. Prima rimette quegli orecchini sul bicchiere (orecchini che la mamma aveva regalato a lui malgrado avesse una figlia femmina, ma ci pensate quanto questa cosa apparentemente minima sia straordinaria a raccontare un intero rapporto e un intero passato?), poi quel riprendere nella siepe il borsone. Cosa significa? che Jim in realtà era andato dalla sorella sperando di poter restare lì.
Magnifico.
Poi arriva il colpo di scena. E anche qui avremo una sequenza di fortissima sensibilità, quella dello schiaffo dato da Jim alla moglie morta. Un gesto che sembra terribile, che magari lo è pure, ma che lo spettatore vive come l'ennesimo impacciato, istintivo e dolce gesto di un uomo che non riesce più ad azzeccare nulla, che non sa più che fare, che sta precipitando dalla montagna all'interno di una valanga ma con in mano un cartello con scritto "Va tutto bene".



E poi parla anche a lei, come aveva parlato poco prima alla madre nella sua tomba. Non c'è niente da fare, sentirsi parlare è la sua unica terapia.
In realtà credo che questo delizioso film sia anche un'opera sul tremendo bisogno di ricevere e dare amore.
Jim ha bisogno di darne tanto, tantissimo, ma ha anche bisogno di qualcuno che lo aiuti, che gli voglia bene.
La sua solitudine sta per diventare cosmica, è davvero ad un passo dal baratro.
Ma quella morte lo sveglierà, quella morte gli farà capire che deve far qualcosa.
E andrà via con sua figlia, per ricominciare insieme daccapo.
E nell'ultima scena, da pelle d'oca, vediamo sua figlia con lui a teatro rimanere letteralmente incantata dal balletto de Il Lago dei Cigni, l'ultimo che avrebbe dovuto interpretare la nonna morta.
Nonna di cui la bimba non ha mai saputo niente ma che è come fosse stata presente sempre dentro di lei, in quella passione per la danza che forse quella sera sta per travolgere la bimba.
E Jim è a al suo fianco.
Per la prima volta nel film non parla.
E forse serviva un luogo sacro come il teatro per farlo fermare un attimo.
Jim non parla.
Jim ride
Poi piange.
Ride e piange insieme.
E noi con lui.
E' un uomo che può ancora farcela.
Un uomo che se solo lo vuole può riuscire in tutto (del resto era uno dei poliziotti più valorosi e decorati, deve solo ritrovarsi).
E c'è una scena che è qualcosa di grandissimo in questo.
Jim non riesce a fare un battimani con la figlia, nemmeno ci prova in realtà.
Poi capirà che quel battimani non è solo un battimani, ma qualcosa di più. E' avvicinarsi a lei, è renderla felice, è conquistarla, è impegnarsi per lei.
E così quando si stava forse accorgendo di essere vicino a perderla Jim ci riuscirà, al primo tentativo.
Velocissimo.
Madonna quanto gli voglio bene

17 commenti:

  1. LINK DEL FILM, SCADE IL 29 GENNAIO

    https://wetransfer.com/downloads/d637e4b6cb0bc73ea93a970ee9ffef4220210122144649/4d9d56?fbclid=IwAR0-S4pdzG_Bass74294NFDML38aMQz8SLgwxtd8PuG3CuhQmOoj8YSAS0A

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    1. Me sa l'avevi mancato su facebook allora :)

      Speriamo bene

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  3. Mamma mia, visto ieri. Che dire? Hai detto tutto tu. L'unico contributo che posso dare è dirti di recuperare "The Wolf of Snow Hollow", in cui fa praticamente la stessa parte ma in un polpettone drama-horror riuscito un bel pò. Sempre suo

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    1. sono andato subito sulla sua pagina e mi ero appuntato il titolo

      ma si trova in sub ita?

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    2. Anche io, cercando info su Jim Cummings, ho preso nota di questo film. Se esiste in sub ita, pagherei per averlo.

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  4. Me lo avevi annunciato, e così è stato. Ho adorato questo film. Totalmente. Noi non ci siamo mai incontrati (finora) e ci conosciamo sostanzialmente poco, però hai saputo fare centro consigliandomi un "mio" film (e non è la prima volta). Questo mi fa pensare con ancora più convinzione di avere in te un amico, una persona che in qualche modo mi conosce. E anche di questa tua recensione sottoscrivo ogni parola. Posso solo dire che dal primo all'ultimo istante sono stato (con) Jim. E lo sarò ancora. I suoi gesti, la sua danza, i suoi sfoghi, la nervosa e tenera dolcezza, una notte intera a fare battimani contro il muro per poter dimostrare a sua figlia che lui c'è, che andrà davvero tutto bene. Le sue parole, lo sfogo coi colleghi, con Nate, le sue lacrime, quel bacio alla moglie morta ("da parte mia e di Crystal") e subito dopo quello schiaffo ("da parte di mia madre e dal futuro marito di Crystal"). Ho adorato tutto di questo film meraviglioso, di questo uomo indimenticabile, di questa storia così emozionante. Che bellezza. Grazie, Giuse :)

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    1. sì sì, è come dici ;)

      Appena finito ero certo che l'avresti adorato, ormai ci siamo confrontati su tanti film ed è abbastanza facile capire quali sono i propri (poi devi capire che la mia è deformazione professionale, in videoteca dovevo creare profili di tutti i clienti...)

      non posso non ritrovarmi nelle tue parole

      tra l'altro se ci pensi sto film sembra opposto ad Entertainment eppure anche rovescio della stessa medaglia. Due uomini soli, distrutti. Ma in uno c'era ormai una solitudine cosmica, colori freddi, silenzi e rassegnazione, in questo vitalità (anche troppa), colori caldi, speranza. Ma i due film comunque si somigliano per tanti aspetti (anche per il concetto di one man show al loro interno)

      Se Jim non avesse reagito forse la seconda parte della sua vita sarebbe stata come quella del comico di Entertainment

      ma ha reagito ;)

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    2. Sulle tue doti da profiler non posso che togliermi il capello ;)

      Il parallelo con Entertainment ci sta tutto, hai ragione. Due monologhi esistenziali che hanno diversi punti comuni, ma differiscono in quelli che fanno la differenza tra disperata rassegnazione e tormentata speranza: Jim, in qualche modo, ha trovato la risposta al suo "whyyyyy???". Ed è sua figlia, è sempre stata lei la risposta a ogni perché, anche quelli più atroci. Mentre il protagonista di Entertainment parla al telefono con un fantasma, esclude il mondo e si lascia andare alla deriva. Ma Jim ha reagito, sì. Che splendido film :)

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    3. Ma sai Roberto che non mi ero accorto (o meglio, non avevo capito, che deficiente) di quel disegno delle mani sul muro?

      me l'ha fatto notare mio fratello adesso

      e ora capisco anche quella tua frase (una notte intera a fare battimani)

      già quella scena era la mia preferita, adesso diventa straordinaria

      lui che vede il pennarello di notte, lui che la mattina riesce nel battiman, lui che si sposta e vediamo il disegno sul muro fatto con quel pennarello (e che dolce la piccola sedia da bambini), una costruzione narrativa incredibile

      e, come mi ha fatto notare mio fratello, lei gli ripropone il battimani proprio perchè si è accorta di quel disegno, proprio perchè pensa che adesso il suo papà ci riuscirà

      no, non mi ero accorto de sto passaggio fondamentale, malgrado avessi capito quanto fondamentale fosse quella scena (tanto da averci chiuso la rece)

      vorrei tornare indietro e provare l'emozione di capirla da solo senza che qualcuno me l'abbia fatta notare ;)

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    4. Questo film è pieno di scene stupende, cariche di emozione, tutte costruite e raccontate benissimo. Quella del battimani è forse la più potente, davvero meravigliosa. Come la figlia che, alla fine, guarda il padre e dice "ok, ok", con il sorriso complice di chi gioisce per un successo altrui.

      Un'altra splendida scena è quella del colloquio a scuola. Lui che a un certo punto solleva il banco e minaccia di lanciarlo contro il muro, ma quello è il banco di sua figlia, così lo rimette a posto e si siede. E ho trovato davvero bello il dettaglio del maestro (il sempre bravo Macon Blair) che prende le forbici, che dal portapenne sono cadute sul suo banchetto, e se le mette in tasca, perché ha di fronte un uomo che pare fuori controllo. Ecco, un personaggio che compare per pochissimi minuti e che compie un gesto del genere, secondo me, vuol dire che è frutto di un grande lavoro di scrittura, evidente in un tutto il film. (E poi lo congeda senza stringergli la mano, e in quel momento avrei tanto voluto abbracciare Jim).

      Ho recuperato anche il cortometraggio, che è sostanzialmente l'incipit del film. "Thunder Road" è davvero straordinario :)

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    5. o magari stavo scrivendo sul taccuino (la scena sembrava finita ed era già bellissima, quella cosa del poster dura 5 secondi)

      hai descritto benissimo la scena a scuola, bellissima anche quella

      le 3 piccole cose che hai notato in quella scena le avevo notate anche io (almeno quelle, ahah) ma in rece praticamente non ho scritto niente della sequenza

      ho il cortometraggio, lo vedrò. Sì, mi hanno detto che è l'incipit ma se non sbaglio che il registratore parte ;)

      e che quindi c'è stata una scelta diversa sul film o problemi di diritti d'autore del brano ;)

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  5. Purtroppo di "The Wolf of Snow Hollow" non si trovano i sub ita, al momento.

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    1. In altri tempi lo avrei fatto sottotitolare e poi condiviso sul guardaroba...

      ma magari la prima cosa riesco ancora a farla

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  6. Mi stupisci sempre, regalando chicche che altrimenti non avrei avuto la possibilità di vedere. L’ho visto e mi ha spiazzato. Sono di parte in molte cose, come quell’ aspettare davanti la porta socchiusa aspettando una risposta di tua figlia. O il vederla truccata, questa incomunicabilità . Tutti quei mobili buttati in aria.Sarà che siamo diventati tutti così figlidipendenti e abbiamo sempre paura di perderli. Tutte quelle lotte e quelle guerre nei tribunali. Eppure ho trovato tanta dignità in questo personaggio, nella sua fragilità. Quelle lacrime che scendono per la rabbia. L’ho visto molto, molto umano. Ci sono film che ti rivedo, questo non l’ho lo rivedrò, mi ha troppo stranizzato. Ma grazie per averlo messo.

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    1. A me sembra uno di quei film che non solo fanno star bene (pur raccontando cose delicatissime, anche tragiche) ma che tirano fuori il meglio di noi

      credo che chiunque commenti questo film sia portato a farlo con una grande dolcezza, è proprio lo stesso film a tirarti fuori quest'aspetto

      e il meglio di noi di cui sopra sono anche, o forse soprattutto, le nostre debolezze, le nostre difficoltà o i nostri errori

      grazie

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