11.3.21

Recensione: "Il talento del calabrone" - Su Prime

 

Un film italiano "nuovo", coraggioso sia nella struttura che nelle tematiche, scritto da zero (ci lamentiamo sempre dei soggetti dei film italiani e poi una sceneggiatura originale come questa ci sputiamo sopra), capace di creare una grande atmosfera, avere un paio di interpreti eccezionali e con dei 20 minuti finali assolutamente perfetti sia per effetto sorpresa (addirittura 4 colpi di scena, nessuno per me prevedibile) che per intreccio che per capacità di emozionare.
Peccato per degli evidenti problemi di scrittura in alcuni aspetti (un personaggio principale completamente sbagliato e dei dialoghi a volte debolissimi) che, purtroppo, ne minano il risultato finale e danno un "alibi" difficilmente smontabile a chi ha il piacere di stoncarlo.
Io me lo tengo stretto invece.

PRESENTI GRANDI SPOILER DOPO ULTIMA IMMAGINE

Faccio uno stupido outing.
Ho visto questo film perchè mi ero rotto di fare recensioni sempre troppo positive. Allora mi son detto: "Giusè, pe na volta vedi qualcosa de brutto almeno non passi per un esaltatore seriale", e me so ricordato che me parlavano tra il male e il molto male di questo film italiano su Prime, Il talento del calabrone.
E niente, manco quando me riprometto de parlà non troppo bene de qualcosa ce riesco. Posso provà a esse cattivo quanto voglio ma la verità è una e solo una, ho trovato Il talento del calabrone bello, forse bellissimo.
Di sicuro qualcosa di molto molto coraggioso, diverso, quasi unico nel nostro panorama.
E' incredibile di come ci lamentiamo sempre dei soggetti scritti nel cinema italiano e poi ci troviamo davanti un soggetto e sceneggiatura originali (in entrambi i sensi del suo significato) come questo e riusciamo non solo a criticarlo (chè quello è giusto e lecito) ma addirittura a stroncarlo.
No, per me questo film è un piccolo miracolo di regia, atmosfera, tensione e scrittura.
Che purtroppo ha un paio di difetti talmente grandi che rischiano di affondarlo.
E' come se ci trovassimo davanti un bellissimo grattacielo (non parlo a caso di grattacieli...) in cui ci sono 4-5 piani completamente dissestati.
Sì, ma il grattacielo non solo è bello lo stesso, ma sta in piedi alla grande.

Si parte con delle riprese dall'alto di Milano di notte talmente belle da sembrare di stare a Hollywood e che Milano sia una piccola New York, davvero splendide.
Ma, del resto, sia il livello estetico del film che la regia (specie considerando che si svolge praticamente in due sole, ristrettissime, location) sono di ottimo livello, davvero il meglio che si poteva tirar fuori da questa sceneggiatura.
Arriviamo all'ultimo piano di un grattacielo, piano dove si trova la stazione radio di una importante emittente (mi sembra Radio 105). La trasmissione del momento è quella di Steph, un giovane Dj, famosissimo, bello e arrogante, che cura uno spazio abbastanza futile di stupidi concorsi con i radioascoltatori e di richieste di brani.
Ad un certo punto chiama però un uomo.
Quell'uomo ha intenzione di suicidarsi.
Quell'uomo ha intenzione di suicidarsi facendo scoppiare la potentissima bomba che porta con sè in auto. E no, non scherza, appena lo si prende in giro infatti fa esplodere a distanza un altro ordigno in cima ad un palazzo (disabitato, solo a scopo dimostrativo).
La situazione è drammatica, non resta che parlare con lui e provare a farlo desistere.


Parlo subito dei difetti, evidenti, del film.
Il più grande, veramente quasi imperdonabile, è quello della figura del Colonnello donna interpretato dalla Foglietta.
A parte la buona scelta (anche se forse un pò "politica") di scegliere un comandante donna (i due ruoli di comando nel film, sia nella polizia che nella radio, sono entrambi al femminile) per il resto non funziona niente, ma veramente niente.
La Foglietta arriva in abito da sera (era ad una mostra) e, non si sa perchè, appena arrivata alla radio si mette scarponi militari, cinturone e pistola, si "rambizza" per gestire una "crisi" solo telefonica. Non si capisce a cosa serva quella tenuta antisommossa dentro la radio
Ma andiamo avanti.
Sin da subito (10 minuti?) vediamo il Colonnello andare in crisi quando capisce che dall'altra parte c'è un uomo molto intelligente (parlo del momento in cui Castellitto capisce che è arrivata la Polizia). Inizia tipo a sudar freddo, mordersi le unghie, innervosirsi. E da lì sarà un crescendo francamente insopportabile e non giustificabile. La figura più importante di tutte, quella del Colonnello, l'uomo più preposto a gestire le Crisi, risulta invece essere affidata alla persona più emotiva, instabile, disorganizzata e non professionale. Ok, avrà anche due colpi di genio (uno molto forzato) che serviranno ad individuare chi è il "terrorista" ma francamente ogni singola azione del personaggio della Foglietta è quasi esattamente l'opposto di quello che ci aspetteremmo da una figura come la sua. Tra l'altro il fatto che sia donna peggiora ancora le cose. Si sa quanto per le donne sia difficile, se non impossibile, raggiungere posizioni di comando così importanti. Quindi, a maggior ragione, ci si aspetta che quel Colonnello sia eccezionale nel suo compito (le donne in certi campi possono farcela solo per una smaccata meritocrazia, a differenza nostra). E no, non ci siamo.
Tra l'altro sono sempre suoi alcuni dei dialoghi meno convincenti, come quello sull'Antinomia di Russell, le frasi altisonanti ed eroistiche che dice a Steph e altro ancora. Per non parlare di quando caccia fuori la pistola e tipo tarantolata urla a tutti di star fermi.
Male, molto male. Non so nemmeno se dare colpa alla Foglietta, credo e spero che lei non c'entri niente, è il personaggio ad essere sbagliato.
Altro personaggio veramente disastroso è quello della bella assistente, fidanzata di Steph. Già di suo non convince ma quello che le fanno dire e fare, ovvero l'oca che pensa solo a selfie, retweet e dati di ascolto può funzionare (e poco) la prima volta ma che più la situazione diventi drammatica più ci troviamo davanti a questa che dice e fa ste cose rendono il film una specie di Boris, francamente inaccettabile e inverosimile. 
Ma, ATTENZIONE, alla luce del finale possiamo rileggere tutte queste cose in modo completamente diverso, ci arriveremo.
Tra le altre cose poco convincenti c'è ad esempio la pessima fotografia dei flashback di Castellitto (ok, so che nei flashback si cambia sempre la fotografia ma questa è davvero brutta), la prima parte del film (con un Richelmy per niente convincente ma che poi, piano piano, mi sembrerà invece sempre più bravo), il gioco a premi che istituisce Castellitto (bruttino e forzato, anche se la storia che scopriremo poi dietro quel frammento è bellissima) e un paio di interpreti secondari che non cito perchè parlar male dei secondari è sempre poco carino.


Però per il resto son talmente tante le cose riuscite, convincenti e sorprendenti, che il film funziona, funziona dannatamente.
Alla già citata cura estetica e capacità delle regia di far rendere al massimo le anguste location (tanto che il film sembra un riuscitissimo mix tra due film grandissimi, Locke e The Guilty) vanno citate tante altre cose.
Innanzitutto la straordinaria interpretazione di Castellitto, che non sbaglia un fiato dalla prima sillaba che pronuncia all'ultima.
Il suo è un "villain" colto, coltissimo, geniale, che non solo avvicina lo spettatore (forse vogliamo più bene a lui che al suo contraltare, Steph) per questa sua intelligenza e fascino, ma anche perchè è sin da subito evidente quanto umanamente abbia dentro qualcosa di tragico, di "rotto". Tanto è vero che quando ho parlato di quattro colpi di scena non ho nemmeno considerato il nostro scoprire la tragedia che ha avuto Castellitto, secondo me intuibile dopo nemmeno un quarto d'ora (al primo flashback).
Davvero un personaggio magnifico e un'interpretazione magnifica.
E' proprio grazie a questo personaggio poi che il film può presentare anche una splendida colonna sonora classica (molto intelligente l'escamotage dei pezzi richiesti da Castellitto, permettono alla sceneggiatura di inserire molte parti non dialogiche tra lui e Steph) e più di una interessante massima filosofica, tanto che possiamo considerarlo quasi un film colto.
Ovviamente il paradosso del calabrone che dà titolo al film è ben noto (eppure ogni volta che lo leggo o lo sento a me sale un brivido, è bellissimo, per quanto anche falso potrebbe essere) ed è buffo che Steph indossi un giaccone alla Drive che ricorda invece quella dello scorpione.
Ma per lo spettatore comune di piccole spruzzate di cultura, musicali e non, ce ne saranno.
Ma poi l'atmosfera c'è sempre (rovinata dal Colonnello), in questo clima di un'intera città tenuta sotto scacco che, di questi tempi, è sempre molto funzionale, e lo spettatore vuole assolutamente andare a vedere come finirà.
Ed è qui che arriviamo agli ultimi 20 minuti del film, perfetti, degni di una scrittura notevolissima in cui OGNI cosa che abbiamo visto e sentito prima (ma tutte eh, dalle piccole frasi nei flashback a quelle dell'assistente oca, dai comportamenti di Castellitto alla scelta di Steph come interlocutore) aveva dannatamente senso.


Il primo colpo di scena è che il figlio si suicidò. Inizialmente pensiamo fosse stato per colpa del padre (anche lo stesso padre pensò così) ma poi capiremo che la motivazione principale è assolutamente un'altra.
E qui arriviamo al secondo colpo di scena, probabilmente il più bello e coraggioso.
Steph era (è) un bullo, arrogante, cattivo, quasi inumano. Il figlio di Castellitto era il suo bersaglio preferito e le sue angherie psicologiche e fisiche (merda addosso e botte) davvero tremende.
E così capiamo che tutto quello che abbiamo visto non è altro che una plateale, disperata e umana "vendetta" verso l'uomo che rovinò la vita a suo figlio. Non c'è nulla di forzato, funziona dannatamente. Impossibile non ripensare allo straordinario finale di Ben X in questo senso, in questa dramma privato che diventa un'incredibile e scenografica vendetta collettiva, sociale, atta non tanto (o almeno non solo) ad umiliare gli aguzzini quanto a far aprire gli occhi a tutti su quella tremenda piaga che è il bullismo.
Poi ci sarà il terzo colpo di scena, probabilmente il più sorprendente, ovvero di come in realtà Castellitto sia sempre stato al piano di sopra, in una specie di set cinematografico (davvero, quella costruzione è un bellissimo omaggio al Cinema, specialmente quello di tanti anni fa) che aveva inscenato (e stringe il cuore capire che lui è lì da mesi, se non da anni - lo capiamo dalla brandina - ossia da quando la sua vita è finita completamente).
Paradossalmente in questo ennesimo colpo di scena ce n'è pure un altro, ovvero quello per cui non c'è mai stata nessuna bomba. Se ci pensate questo diventa quindi un film in cui tutto ciò che sembrava vero (la macchina, la bomba) era invece falso mentre tutto ciò che non vedevamo (il dramma di Castellitto, il suo trauma, le sue intenzioni) erano le uniche cose reali.
Ci sarà poi l'ennesimo colpo di scena, forse il più nascosto ma davvero eccezionale.
Quella ragazza svampita e oca che avevamo visto in realtà era un'altra vittima di Steph, una brutta bambina che lui prendeva in giro da piccola e che ora, diventata bellissima, lo ha umiliato, conquistandolo e "usandolo". E' la stessa ragazza che incontrò Castellitto a teatro e che gli raccontò quello che accadeva realmente a suo figlio. Capiamo così che era praticamente una talpa, un'alleata di Castellitto (ad esempio credo sia stata lei a cambiare la busta del premio), una ragazza che aveva subito le stesse cose subite dal figlio, perfetto.
Ed ecco così che uno dei difetti più grandi del film, quel personaggio così insopportabile, inverosimile e stereotipato, diventa invece un qualcosa di profondamente sensato. Lei recitava quella parte, anzi, il renderla troppo esagerata faceva parte del gioco.
Insomma, grande scrittura.
Ma quello che più resterà è l'architettura del piano di Castellitto, davvero struggente.
Tutti i brani che abbiamo ascoltato altro non erano che quelli che avrebbe dovuto suonare il figlio ad un concerto che poi, suicidandosi, non potè mai fare.
Il pezzo misterioso altro non era che un frammento di un importantissimo violoncello di suo padre che Steph gli aveva spaccato sulla schiena.
E no, non c'era nessuna bomba.
E in un finale che ricorda quello di Gran Torino (il protagonista che viene ucciso per presunta minaccia ma che in realtà stava per compiere un gesto innocuo e bello) capiremo quale sarebbe stato il gran finale di quella notte.

"Babbo, ma perchè non spengiamo tutte le luci di Milano per poter vedere le stelle?"

disse un giorno un bambino

E quello accadrà.
Milano si spegne completamente.
Lassù, le stelle, finalmente visibili.
Un magnifico desiderio finalmente realizzato.
Ma con dentro tanto, troppo dolore.


30 commenti:

  1. Giuse, non commento o leggo oltre perché il film non l'ho visto, anche se mi ispirava tantissimo, essendo deluso proprio dallo scoprire che non fosse un soggetto originale. Sembra che sia infatti tratto da un film coreano di qualche anno fa, The Terror live. Sai, una di quelle classiche robe (non solo italiane) dove si prende un film acclamato ma non troppo famoso e lo si rifà senza dirlo a nessuno, come quando hanno fatto The Place o il Contrattempo italiano con Scamarcio...

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    1. Ah, davvero? Non so, a me risulta originale sin dal soggetto (mentre negli altri tuoi due casi citati l'originalità la segnalavano solo dalla sceneggiatura in poi)

      bisognerebbe informarsi su sto film che dici, magari è stato di spunto molto forte ma poi il nostro varia molto

      in ogni caso sticazzi insomma, il 79% dei film che vediamo sono remake o sceneggiature derivate, il film è bello o non bello lo stesso

      ma hai fatto benissimo a dirlo perchè, almeno un una qualità che gli ho riconosciuto, semmai avrei sbagliato

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    2. Ok, letta la trama del coreano

      sì, hanno preso quel canovaccio per poi declinarlo secondo me in una maniera molto diversa

      è come se, in fase di sceneggiatura, siano partiti da due elementi identici per poi scrivere ognuno il proprio film

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    3. Quindi, tecnicamente, non lo considero un remake nè un plagio

      Anzi, secondo me veramente anche il soggetto è originale. Ovviamente non INVENTATO (è quasi sicuro che abbiano preso spunto da quello che dici) ma sia il soggetto che la sceneggiatura sono diversi

      Altrimenti se li consideriamo con lo stesso soggetto in generale, se prendiamo 1000 film, non troveremo più di 50 soggetti diversi

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    4. Ah ok, se mi dici così, cioè che il soggetto viene declinato in maniera diversa ha già più senso la cosa. Continua un poco a rodermi il fegato (a pelle, magari poi guardo entrambi i film e sono diversissimi) perché spesso questo è il caso di prodotti magari con tutti i crismi ma che si prendono meriti artistici di qualcun'altro. Anche nei casi citati sopra, che sono remake veri e propri, mi dà fastidio che esista la derivazione alla luce del sole (deve esserci, se non pagano i diritti si beccano la denuncia per plagio) ma sembra esserci un tacito accordo per cui nessuno ne parla. Cioè, roba che se uno spettatore non si va a leggere Wikipedia nemmeno lo sa di stare guardando un taroccone.
      Non è la stessa cosa di fare l'adattamento di un libro, dove spesso si tiene persino lo stesso titolo e l'autore viene debitamente riconosciuto... alle volte vengono copiati proprio interi dialoghi o inquadrature e ciò mi spiace, ma è disonestà pura.
      Sembra che non sia il caso de Il Talento del Calabrone comunque, quindi magari prima o poi gli darò un'occhiata a mente più serena :)

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    5. Sul caso di Contrattempo comnpletamente d'accordo con te, su The Place non so nulla

      Nel caso di specie wikipedia mi dice

      "Il conduttore radiofonico Yoon Young-hwa riceve la telefonata di un ascoltatore che minaccia di far esplodere il ponte Mapo sul fiume Han, nella città di Seul. Poco dopo, la minaccia si realizza e il conduttore Yoon decide di intervistare in diretta il terrorista. Il terrorista si rivelerà essere il figlio di un operaio morto durante la costruzione del suddetto ponte, nell'indifferenza del governo coreano, committente della costruzione del ponte stesso. Il terrorista decide di commettere il suo folle gesto per ottenere le scuse del governo per la morte del padre e di altri due operai periti nello stesso incidente. Il presidente del governo non fa le scuse ufficiali, come richiesto dal terrorista e, di conseguenza, la vicenda avrà un epilogo catastrofico."

      ecco, a vedere Il Calabrone l'unica cosa che viene ripresa è che uno chiama una radio dicendo che farà scoppiare una bomba

      per il resto non leggo una cosa uguale, uno è suicidio e uno no, uno è in macchina e uno no, uno vuole far scoppiare il ponte e uno no, uno realizzerà la cosa e uno no, uno ha una denuncia sociale e governativa e uno no, uno è in giro e uno no, uno viene ingtervistato e uno no, uno chiede delel scuse e uno no e mille altre cose diverse

      chi parla di plagio è il solito cinefilo che vuole far vedere che cose che noi vediamo e ci piacciono in realtà vengono da cinematografie sconosciute che conosce solo lui

      quando ho messo tutto nello stesso calderone intendevo che di sceneggiature veramente scritte da zero e non derivate da qualcosa ce ne sono pochissime

      poi certo farla una da un libro o da un film esistente è molto diverso ;)

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    6. A dir la verità non ricordo nemmeno di preciso dove l'ho letto questo paragone tra il nostro e il coreano, di Terror Live sapevo già in precedenza (lo vedevo spesso il dvd in giro) ma ovviamente è stato tirato fuori in questi termini solo nel 2020, con l'uscita del Calabrone. Ci sarà stato sicuramente il cinefilo che aveva solo voglia di spalare merda sul cinema italiano e se n'è uscito con plagi immaginari, ma trovo in generale giusto che queste cose vengano puntualizzate. Tante persone, me incluso, vorrebbero amare il cinema nostrano ed esserne fieri, per questo sono (siamo) così pignole su certe questioni. Volgiamo che i complimenti in cui per una volta ci spendiamo siano sinceramente dovuti a chi s'è elevato dal piattume italico. Perché se sfrutti un canovaccio conosciuto per seguire la tua strada, e sembra questo il caso, meriti ogni incoraggiamento. Se sfrutti la farina del sacco di qualcun'altro invece non puoi venire a dire che fai il mugnaio, fai solo l'imbroglione e lo scansafatiche :)
      (The Place ha quanto pare è un remake shot for shot di The booth at the end, serie che dovrebbe pure esserci su Prime).

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    7. sì sì, sono d'accordo su tutto

      c'è anche da dire che bisognerebbe differenziare e analizzare bene

      magari lo stesso regista de sto film, se glielo si chiede, direbbe tranquillamente, magari anche tenendoci, che è stato ispirato da quel film

      insomma, non è che leggendo sui dati tecnici "soggetto e sceneggiatura originali" si può dar contro al film, magari a domanda risponderebbero su tutta la genesi

      insomma, ci sarebbe sempre da vedere come si raccontano le cose

      certo che se hai letto sulla stampa che questo film è stato un colpo di genio assolutamente inventato e sta cosa la portano avanti anche gli sceneggiatori e i registi allora un pò di fastidio lo si prova

      distinguerei quindi caso per caso e non darei addosso a prescindere agli addetti ai lavori magari solo per colpa di certa stampa che racconta male le cose

      ah, ora che me lo dici è vero, ricordo sta cosa di The Place

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    8. Adesso sono io totalmente d'accordo :)
      I crediti hanno la loro importanza, ma tutto alla fine dipende dall'onestà intellettuale di chi il film lo fa e di chi lo vende (la stampa)... è l'unica cosa che può salvare il cinema in questi casi :)

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    9. assolutamente

      immagino magari registi e film che vengono attaccati perchè dai crediti sembrano originali e magari il regista e lo sceneggiatore sarebbero i primi a dire con gioia e onestà quali sono i loro riferimenti ;)

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  2. Concordo pienamente con te. Il film è da premiare, malgrado abbia alcune pecche macroscopiche e oltremodo fastidiose. "Fermo o ti faccio saltare il cervello", come dice a un certo punto il personaggio della Foglietta, è una frase che non ha senso, non si può sentire, fa male alle orecchie. E questa è solo la prima che mi viene in mente. Altri discorsi tra la Foglietta (sì, il suo è un personaggio assolutamente sbagliato) e il dj (quando parlano sul terrazzo i dialoghi proprio non funzionano), o tra lei e altri personaggi sono i punti più deboli del film, che danno adito a una sua (comprensibile) stroncatura. Eppure. Eppure, malgrado tutto ciò, a me il film è piaciuto. Mi rivedo molto nelle tue parole. Un Castellitto strepitoso, una Milano "hollywoodiana", un finale emozionante. Un padre devastato dalla perdita, assurda e inaccettabile, del figlio che amava così tanto. Un padre che architetta un piano articolato e complesso per poter fare, in qualche modo, pace col demone dell'assenza. Un padre che accende le stelle per ritrovare suo figlio.

    (Non sapevo nulla del film coreano citato da Enrico, sono andato a cercare anche io info al riguardo, e sì, direi che i due film non sono affatto sovrapponibili. A proposito del soggetto, dell'idea di fondo, io credo che, in generale, parafrasando Calvino, ogni storia, qualsiasi racconto, si muove sostanzialmente su due binari: la celebrazione della vita, l'ineluttabilità della morte. Tutte le nostre storie si sviluppano intorno a questa dicotomia).

    :)

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    1. siamo quasi sempre d'accordo, qui anche sulle virgole ;)

      sì, quando parlo di "frasi eroistiche" della Foglietta che non se potevano sentì me riferivo proprio a quel dialogo (brutto) in terrazzo

      al solito bellissimo commento con quella chiosa di Calvino da brividi

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  3. Molto bella l'idea, che è vicino al cinema che piace a me, il colpo di scena finale, che non mi aspettavo proprio, la fotografia, soprattutto iniziale che fa Milano così bella! e la colonna sonora.
    Sarebbe più che sufficiente se i dialoghi non fossero così banali e i personaggi così poco credibili, poco coinvolgenti, come se tutti indossassero un vestito che non gli stava addosso, a parte Castellitto. E non aggiungo niente sulla commissaria che mi pare di sparare sulla croce rossa.
    Peccato si, ma cavolo! non si può avere un'idea così bella, così piena di spunti e metterla in pratica così, ho provato quasi fastidio a vederlo. Che spreco! Non riesco a essere clemente
    Mi è piaciuto tanto il finale "finale" quando si scopre il set entro cui si muoveva e viveva il padre, quando si capisce quanto lungo e doloroso dev'essere stato quel tempo. Alla fine vendetta è fatta, si spengono le luci, si accendono le stelle ma non è lo stesso sogno.

    Bella la copertina del blog: Un sogno chiamato Florida?

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    1. Guarda, tra qua e fb una cosa l'ho capita, il film ha diviso molto (oddio, all'80% non è piaciuto) ma su uan cosa siamo tutti d'accordo, il personaggio della Foglietta è disastroso ;)

      infatti capisco tutte le critiche e, come ho detto, una volta di più dimostro la mia scarsa obiettività (è che il film mi ha tenuto sempre con sè e mi ha pure emozionato nel finale)

      hai descritto benissimo il finale, finale che credo sia piaciuto quasi a tutti, davvero bello ;)

      sì sì, dopo tante copertine di film cupi e dolorosi volevo un segnale di speranza, di colore, di forte fiducia nel domani

      e chi meglio di quel film bellissimo

      chi meglio di quell'arcobaleno ;)

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    2. Vero, abbiamo bisogno tutti di un arcobaleno, ora più che mai! Bellissima scelta <3

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  4. Oh, qualcuno che la pensi come me.
    Lo hanno massacrato, ma io mi sono perfino commosso, grazie a un grandissimo Castellitto.

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  5. Ok Castellitto fa la sua bella parte, ma la Foglietta che fa Milla Jovovich di Resident Evil no dai...

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    1. E' come se avessero affidato la scrittura di quel personaggio ad un altro sceneggiatore.
      O alle scimmie scrittrici di, me pare, simpsoniana memoria

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    2. Come dice una canzone di Jovanotti: su dieci cose fatte (nel film) te n'è riuscita mezza...

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    3. Come avrai letto sono all'opposto, un film bellissimo che ha dentro un solo (ma grave) problema, il Colonnello

      problema talmente grande che, ahimè, capisco tutte le critiche anche al film in toto

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  6. purtroppo come hai detto il film sembra scritto da due sceneggiatori diversi. castellitto magistrale. commovente, in grado di modulare dolore disperazione rabbia rassegnazione dolcezza sarcasmo in un alternarsi continuo di stati d'animo con un senso della misura strabiliante. (sarebbe stato facile cadere nel manierismo). però i difetti e il fastidio della condotta operativa (e recitativa) di foglietta & co (compreso l'inutile staff della radio) surclassano i meriti. poi boh che ci fosse in gioco la vendetta personale mi sembrava chiaro da subito. che fosse coinvolto il dj pure. nel momento in cui foglietta fa ripetere al dj il nome e la circostanza del suicidio del figlio il dj sembra ancora non capire (ma se tu hai bullizzato un ragazzo al liceo che poi si suicida il giorno dopo l'ennesimo e più grave episodio) te ne ricorderai no? infine ma forse ho capito male io: la ragazza vessata non era una compagna di liceo? perché visto che sono passati pochi anni come fa il dj a non riconoscerla? bello il finale, decisamente. però a mio parere proprio un'occasione sprecata dati alcuni spunti interessanti e un castellitto in stato di grazia.

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    1. Beh, il film ha un altro merito allora, t'ha portato a ricommentare :) (ciao Elena!)

      credo che ormai lo abbiamo capito, quei difetti che elenchi così bene sono giganteschi e accontentano tutti (cioè, scontentano tutti)

      Castellitto straordinario, davvero un'interpretazione memorabile e commovente

      io che fosse coinvolto il dj non l'avevo assolutamente capito, meglio, almeno da coglione ho vissuto meglio il film ;)

      no, la ragazza era vessata da bambina, nel cellulare si vede la sua immagine da bimba, con gli occhialoni (per questo poi se le infila anche). E se la rivedi era impossibile riconoscerla. Poi da ragazza ha incontrato Castellitto ma gli abusi psicologici erano del periodo in cui era bambina

      Come quasi per tutti anche per te i demeriti surclassano i meriti, per me è nettamente il contrario ma vi capisco

      Però una cosa, mi sembra che lo trattiate come un film "normale". Per me invece sto tipo di film così diverso dagli altri parte già con un punto di vantaggio. Il coraggio e la novità di una sceneggiatura vanno sempre premiati, anche al netto dei difetti

      un abbraccione Elena, qui o a torino quest'anno ci vedremo, sono sicuro

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    2. già, è che ormai sono orfana di blog (come sai inghiottito da un buco nero...). per il resto spero di vederti presto. o giù da te o quassù.

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    3. No dai, non si risolse? io sulla blogroll lo vedevo ancora e pensavo semplicemente non lo aggiornassi da tantissimo...

      Solo ora c'ho cliccato e scoperto la verità

      Comunque sta cosa, senza essere avvertita, è veramente grave. Ti dissi di passare a qualcos'altro per salvarti ma te giustamente eri troppo legata a quello. Anzi, paradossalmente l'essere così anacronistico lo rendeva unico :)

      tornando al film (cit) sì sì, capisco perfettamente il tuo ragionamento. Sarà che la vicenda mi ha veramente conquistato, Castellitto stregato e gli ultimi 20 minuti davvero colpito ;)

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  7. tornando al film invece è proprio perché dei meriti li ha così come delle potenzialità che mi ha fatto incazzare per come è stato tirato via...
    (grazie per la precisazione sulla bambina vessata)

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  8. Finito di vedere ora.
    Mi è davvero piaciuto! E sì, quel finale e quei personaggi sono perfetti.

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  9. gran bel film, senza i difetti ricordati sarebbe un capolavoro.

    mi ha ricordato, molto mutatis mutandis, l'opera prima di Bryan Singer, Public Access, che chi fa una trasmissione alla radio, piena di mistero, se non lo conoscete cercatelo, non ve ne pentirete

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    1. "non ve ne pentirete", la frase cult di Ismaele da 10 anni

      come al solito va a finire che non lo vedrò ma soggetti così li adoro, quindi ci spero...

      sì, Il talento del calabrone senza quei 2 difetti era straordinario. Resta comunque straordinaria, per me, l'ultima mezz'ora

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao