30.4.21

Recensione: "Sputnik"

 


Un'opera prima russa di sci-fi horror (che prende sicuramente qualche spunto da Alien e La Cosa) davvero interessante e già vincitrice di più premi.
La storia di un astronauta che torna da un viaggio spaziale con qualcosa dentro di sè, un essere alieno parassita dal quale sembra impossibile liberarsi.
Belle atmosfere, climax più che discreto, tanti aspetti dell'ex Unione Sovietica messi dentro (in maniera forse prevedibile) per un buonissimo film di genere che, però, non sembra avere quella personalità o potenza per diventare uno dei piccoli gioielli moderni del genere.
In ogni caso da vedere

IO NON AVEVO CAPITO IL FINALE, LEGGETE I COMMENTI DEI LETTORI PER CAPIRLO. MI SCUSO CON IL FILM ;)

E AUMENTO IL VOTO A 7.5

Questo film doveva essere uno dei titoli di punta del, purtroppo saltato, ToHorror 2020.
In contemporanea doveva essere anche proiettato al Trieste Science + Fiction, festival che comunque, a differenza del ToHorror, è stato fatto online.
Ebbene, Sputnik lo ha vinto.
Sinceramente non l'ho trovato un film così bello da vincere un festival di settore (ma è anche vero che alle edizioni in cui ho partecipato del ToHorror avrei sempre scelto vincitori diversi da quelli poi proclamati) ma resta comunque una interessantissima opera prima, al tempo stesso ingenua e intelligente.
Come ingenuo e intelligente è usare tanti clichè e stereotipi (che poi son tutto fuorchè di clichè e stereotipi, ma alla lunga lo diventano) delle Russia degli anni 80, in piena Guerra Fredda.
Fare uno sci-fi horror che racconta dei segreti di stato, delle mistificazioni e insabbiature e della ricerca dell'Arma Suprema di quel periodo (e non solo) di storia russa è, lo ripeto, una mossa molto intelligente e interessante, anche se abbastanza prevedibile e fin troppo scontata.


Due astronauti tornano da un viaggio.
Poche ore prima dell'atterraggio succede loro qualcosa di terribile.
Uno arriverà a terra (a Terra) morto, col cranio massacrato, l'altro in gravi condizioni ma ancora vivo.
Il sopravvissuto, però, ha portato dentro di sè qualcosa di terribile, qualcosa che ormai convive con lui...

Sputnik ha labili ma al contempo evidenti richiami a capolavori dello sci-fi horror del passato, come Alien e La Cosa.
Del primo prende almeno il prologo e la figura del mostro alieno, del secondo il concetto di parassita che si "mescola" perfettamente con l'essere umano ospitante.
E' buffo però che il richiamo più diretto che mi viene in mente è quello col nostro piccolissimo gioiello dei Manetti Brothers "L'Arrivo di Wang", con questo suo essere tutto al chiuso e quasi completamente basato sul rapporto che si viene a creare tra la ragazza (lì una traduttrice, qua una ricercatrice neurologica) e l'essere alieno. Al tempo stesso questo tentativo di Tania (la protagonista) di creare in maniera molto coraggiosa e umana un rapporto sempre più stretto con l'alieno ricorda molto anche quel capolavoro di Arrival.
Coi riferimenti ho finito ;)

Ho trovato molto interessante la struttura del film.
Capita raramente, in questo genere di film, che lo spettatore ne sappia meno di quasi tutti i personaggi. Tutte le cose che piano piano scopriremo sull'alieno sono cose che tutti in quella base sanno già dall'inizio, molto particolare. 
Noi siamo così pienamente identificati con la protagonista Tania, l'unica ignara di tutto e che quindi, in vari step perfettamente in climax, scoprirà ogni minuto che passa più cose su quello che sta accadendo.
Questa tecnica, come dicevo all'inizio, è perfettamente in linea con il mondo che viene raccontato, ovvero quello dell'ex Unione Sovietica, in cui qualsiasi cosa veniva nascosta, mistificata o raccontata in maniera diversa all'opinione pubblica.
Ho apprezzato molto che la faccenda dell'alieno parassita sia stata fatta venir fuori praticamente subito, forse uno degli aspetti che rende Sputnik più originale.
Di lì in poi lo spettatore dovrà solo scoprire, come dicevo sopra, che cosa sta succedendo in quella base, perchè quell'uomo sia tenuto lì e quali studi si stanno facendo.
Ecco che entra in gioco la nostra Tania che, a dispetto delle ragioni opportunistiche e di Ragion di Stato degli altri, farà invece prevalere la sua umanità (anche perchè credo si innamori dell'astronauta, ricambiata) e che quindi avrà in testa una sola cosa, salvare quell'uomo.
E qui sta forse l'aspetto più interessante del film, ovvero quella specie di metafora psicologica per cui quella parte "aliena" da sè sia ormai invece parte di sè, indissolubile. Come se l'astronauta ormai non solo non possa più liberarsi di lei ma nemmeno lo voglia (non a caso è il parassita che lo tiene in forma e in vita). Una situazione "impossibile" quindi, quella per cui il togliere la malattia è al tempo stesso rendere malato il paziente, molto interessante.
In questo senso ho trovato come una delle scene più belle quella in cui l'alieno abbraccia la piccola matrioska, prima sequenza (davvero simbolica) che ci fa capire come non solo l'astronauta ormai si possa identificare all'alieno ma anche viceversa, quella creatura extraterrestre abbia in tutto e per tutto inglobato l'anima dell'uomo.
Altro aspetto molto interessante è quel nutrirsi di "paura" da parte dell'alieno.
In questo senso ho trovato veramente irreale ma comunque molto riuscita la scena dove lei, senza che nessuno la fermi, decide di entrare nell'arena in cui vengono dati pasti umani alla creatura.
Una scena che mi ha ricordato il finale di quel capolavoro di Un lupo mannaro americano a Londra, con quel mostro che in qualche modo "riconosce" la persona che ama e, per questo, non l'attacca (e anche il coraggio di lei).


Per il resto un film che più di una volta ha un'ottima atmosfera, che ha una protagonista principale molto convincente, che riesce a mettere dentro alcune tematiche non banali.
Ma è anche vero che ci troviamo davanti ad un film un filo prevedibile, ingenuo più volte nella scrittura, con una sottostoria (quella dell'orfanotrofio, ma anche quella dell'altro astronauta) veramente debolissima, con alcuni piccoli grandi errori (su tutti la scena finale quando loro scappano di notte e un minuto dopo - perchè massimo pochi minuti possono passare da quando esce il Generale - siamo in pieno giorno), un'opera prima insomma che, vivaddio, per una volta pare proprio un'opera prima, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.
E poi quel finale che io francamente non ho capito (quel bimbo che dice "Io sono Tania", come le dirà poco dopo la ragazza), una specie di dimostrazione che abbia qualche potere?
Non so.
In ogni caso opera molto piacevole che, quando ti passa davanti, rivedi anche volentieri

7

16 commenti:

  1. Ciao Giusè

    Da amante del genere l'ho visto appena disponibile l'anno scorso e devo dire che non mi ha deluso.
    E' credibile, per quanto un film sci-fi possa esserlo.
    Io come citazione aggiungerei la moglie dell'astronauta con Theron e Depp, il rientro dallo spazio a inizio film ha caratteristiche più che simili.
    La CGI non è esagerata nei quantitativi ed è fatta in modo che l'alieno risulti "reale" o quantomeno verosimile. Per alcuni aspetti forse ricorda quello di "Life".

    Ad ogni modo relativamente alla scena finale che tu sostieni di non aver capito:

    Il bambino che per tutto il film il regista tenta di farti credere sia il figlio sconosciuto ,orfano di madre, dell'astronauta (nella contemporaneità della storia, un bambino non solamente "solo" ma anche menomato nel fisico e pertanto ancora più bisognoso del padre) è in realtà Tania da Bambina (nel passato rispetto alla storia raccontata).
    Una bambina che grazie alla sua enorme forza di volontà riesce a superare la menomazione che la affligge e diventare la persona che è da adulta (corre, si allena, nonostante il probabile dolore, diventa scienziato nonostante provenga da un orfanotrofio)....come a giustificare che solo una persona così sarebbe stata in grado di "domare" e capire la bestia. Perchè in fondo non è l'alieno (inteso come altro) il nemico, non è l'alieno il male....lo sono più gli uomini (apparenti simili) ed il sistema (apparentemente perfetto e giusto).
    E qui si potrebbe riallacciare tirandola un pò al finale di Ender's Game.

    Insomma un buon film fatto da uno che il genere lo conosce lo ama e ne ha rispetto (soprattutto per alcune grandi opere del passato)

    Per me con i mezzi infinitesimi rispetto a Hollywood (e a patacche come il secondo indipendence day) si merita un 7,5 anche perchè diciamolo....il fatto che i russi siano tra i migliori programmatori CGI aiuta :)

    Mandi Mandi

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    1. bella figura di merda ho fatto ;)

      ma non correggo perchè un lettore è giusto veda quanto non c'avevo capito nulla. Grazie Giovanni!

      e ti dirò, allora quella cornice dell'orfanotrofio che ho così tanto criticato (pure il finale) diventa addirittura bella, mi dispiace un sacco non averla vissuta come meritava

      stupenda lettura amico, mi fai alzare almeno di mezzo voto il...voto

      lo dicevo prorpio ieri ad una lettrice come spesso nei commenti ci sia gente che migliora notevolmente quello che ho scritto o mi aiuta a capire

      sono orgoglioso di tutti quelli che scrivono qua

      7.5 anche per me :)

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    2. ho appena aggiunto in cima alla recensione il fatto che io non avevo capito il finale e di venire a leggere qua ;)

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    3. Troppo buono Giusè...

      Non essere severo con te stesso, non sai quanti finali per altre persone ovvi io non ho assolutamente capito....credo capiti a tutti e forse è pure un bene in quanto permette il dialogo. A capire sempre tutto al primo colpo che noia che sarebbe.

      Pensa che nonostante le infinite spiegazioni lette ci sono finali che continuo a non capire completamente anche a distanza di anni: The Matrix Revolutions, Inception, Prometheus, Donnie Darko, per alcuni versi 2001 Odissea nello spazio e Interstellar, (anche se gli ultimi 2 li adoro).

      Con Mr. Nobody non ho avuto problemi ma si vede che quel giorno ero illuminato o in stato di grazia ;-)

      ad ogni modo sei sempre un grande e il Tuo blog è per me il migliore blog di cinema

      Tieni duro

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    4. no, ma figurati, lo so, è che mi scoccia non aver capito quelle scene, un pochino mi sono rovinato il film, ecco (perchè, diciamocelo, cambia veramente molto se le capisci)

      mi hai fatto ripensare che dopo averlo visto appena uscito, ossia 20 anni fa, non ho mai rivisto Donnie Darko, voglio farlo

      grazie per i davvero eccessivi complimenti Giovanni...

      assolutamente, tenere duro è un mantra che ho da anni, ovunque

      un abbraccione

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  2. Buon film, equilibrato e senza eccessi (in particolare nella CGI). forse un po' prevedibile nella platonica "love story" ma tutto sommato più che plausibile e senza gli eccessi (leggasi "americanate") cui ci ha abituato il cinema d'oltreoceano.
    Come quasi sempre accade per i film russi, l'atmosfera è cupa e a tratti opprimente ma ci sta.
    Il finale: un po' nebbioso, certo, ma mi ha dato il sospetto che la capacità dell'alieno di entrare nella mente delle persone abbia potuto "espandersi" anche senza un legame diretto.
    O meglio: da una parte il legame alieno/astronauta che si lega poi a quello Konstantin/Tatiana che - ricordiamolo - fa a meno di un contatto fisico o simbiotico. Un po' come se l'alieno e Konstantin (ormai un'entità mentale unica) passassero nella mente della donna e da questa agli altri.
    Non so se mi sono capito... :-)
    Mi sarebbe però piaciuto sapere come l'alieno è entrato nella navicella...

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    1. super d'accordo con le tue prime righe

      riguardo la tua lettura del finale l'ho capita molto bene ed è interessantissima

      ma penso che la verità sia invece semplicissima, ti invito a leggere il commento qua sopra di Giovanni Rui

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    2. Credo che tu abbia ragione: Tania è il diminutivo di Tatiana e questo in effetti spiega molto meglio il finale. All'inizio pensavo a due nomi diversi e a una specie di identificazione fra persone diverse nel senso che ti dicevo prima, ma questo sistema ogni cosa.

      ciao!

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    3. eh, magari io avessi ragione, Giovanni ce l'ha

      io ero in alto mare proprio :)

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  3. Ciao... Io mi sono crucciata per tutta la durata del film per la questione della cicatrice... Quando lei arriva alla base e poi va nella sua stanza, va in bagno e la inquadrano nuda di spalle e si vede una cicatrice che corre lungo la colonna vertebrale; poi prende una compressa... E niente per tutto il film ho aspettato che sta storia fosse spiegata, che non era possibile che un particolare così venisse taciuto... E poi alla fine - mai ho dubitato che il bimbo, maschio appunto, fosse il figlio dell'astronauta, quelle parole: "Io sono Tania"
    Stupendo!!! ecco spiegata la storia della cicatrice, per cui ero andata proprio in fissa :-) Era lei! e questo è uno dei pregi del film anche in termini di caratterizzazione del personaggio!

    Alla fine il livello personale di gradimento s'è alzato di botto.
    Condivido buona parte delle vostre rifessioni, vero, come dici tu Giuseppe, un'opera prima che sta nella parte: ingenuità, imperfezioni, secondo me anche a livello recitativo, tanti cliché ma il film regge bene, il climax c'è e alla fine il bambino/Tania è la ciliegina sulla torta ;-)

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    1. ecco, altro commento che evidenzia quanto mi son proprio perso....
      hai perfettamente ragione Angela, bravissima, quell'elemento era chiave per capire

      e, come dici, se avessi capito il finale si alzava anche per me il livello :)

      e basta de dì che è anche la ciliegina sulla torta, girate il coltello nella piaga :)

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  4. Eppure una rubrica sulla fantascienza potresti pure farla. Penso che gli estimatori non mancherebbero. 7,5 anche per me. Per quanto vale

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    1. Ma alla fine fare una rubrica serve a qualcosa? quando vedo film di fantascienza (e alla fine hai ragione, ne ho visti tanti sti anni) ne parlo, è lo stesso :)

      anche perchè sono il peggior tenutario di rubriche dell'universo

      grazie salvatore comunque

      e per quanto mi riguarda vale, ogni vostro feedback sui film è importante

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  5. Il finale di Matrix è semplice.
    Neo uccide smith, un programma che ha perso il controllo persino dell'architetto, e che avrebbe portato alla distruzione del sistema.
    Cosi neo stringe un patto con la sorgente delle macchine, l'I.A. suprema. Uccidere smith in cambio di pace. Neo vince , E cosi le macchine smettono di attaccare zion e si danno alla ritirata. La pace durerà finche durerà (cit. Architetto nella scena finale con l'oracolo)

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    1. non capivo a che si riferisse il commento poi li ho riletti tutti e ho capito :)

      io comunque nemmeno l'ho visto matrix revolutions, poco posso dire

      grazie del contributo!

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