11.5.21

Recensione del libro di Ivano Landi "L'Estate dei fiori artici" - a cura di Max



Torna il lettore Max per recensire un libro di Ivano Landi, un suo amico blogger.


 "Ivano Landi è il padrone di casa di uno dei  blog più belli della Blogosfera.
A raccontare le pagine del romanzo è quello che Ivano definisce il suo alter ego, lui non ha mai ammesso di avere scritto un romanzo autobiografico anche se confessa che i nomi delle protagoniste femminili sono reali.
 Quello che rimane impresso leggendo L’Estate dei fiori artici è come si viene catapultati dentro le passioni che animano Ivano e che chi frequenta il suo Blog “Cronache del tempo del sogno”  le conosce molto bene, queste sue passioni.
Nelle pagine de L’Estate dei fiori artici respiriamo Rimbaud e i poeti maledetti Francesi ma anche S.King e Jack London, la musica di Jim Morrison e i Doors, Brian Eno passando per Beethoven.
I fumetti di Metal Hurlant e Linus.
Il cinema di Peter Weir e le suggestioni di Pier Giuseppe Murgia e la sua Maladolescenza.

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 “Il poeta deve coltivare le sensazioni estreme e la sregolatezza dei sensi per raggiungere l’ignoto e non precludersi nessuna esperienza di vita ”
(Arthur Rimbaud)

Firenze , ultime settimane di un estate di fine anni settanta .
Nel corpo hai l’irruenza  dei tuoi vent’anni, Il liceo artistico è terminato da poco e ti resta l’incertezza di non sapere se hai fatto la scelta giusta scegliendolo come percorso di studi.
Ci penserai meglio dopo, c’è tempo, adesso la tua curiosità ed il tuo entusiasmo sono proiettati all’imminente viaggio che con il tuo amico di sempre hai deciso di fare in Irlanda.
Irlanda terra di miti e tradizioni celtiche che da sempre ti affascinano e catturano la tua attenzione .
Un viaggio pensato prevalentemente in autostop, avventuroso, con l’emozione di accettare un passaggio da degli sconosciuti.
Nello zaino tra le poche cose da portarti via non possono mancare i libri dei tuoi amati maudits francesi come Rimbaud e Lautréamont, da tempo tuoi inseparabili compagni di lettura.
Prima tappa Parigi, visita quasi obbligata al cimitero monumentale di Père-Lachaise ad omaggiare la tomba di uno dei tuoi miti musicali e la delusione di fronte allo spettacolo che ti si presenta davanti agli occhi, uno scempio che non ti aspettavi.
Forse non è solo quello ma qualcosa improvvisamente comincia a rompersi dentro di te...alla tua età i facili entusiasmi lasciano spesso il posto a inaspettate delusioni.
Non basta  il quartiere latino di Parigi, nè una rocambolesca festa un po’ psichedelica a casa di una amica dagli occhi così simili a quelli che a suo tempo avevano abitato il viso crudele e angelico di Rimbaud a dissuaderti dall’idea, che ormai sta prendendo forma nella tua testa, di tornare a Firenze da solo.
 Abbandonando l’idea forse definitivamente del viaggio in Irlanda.


Ma la vita è un crogiolo di emozioni continuo e come il viaggiatore dalle suole di vento alla ricerca dell’ignoto, le esperienze più strane e gli incontri più insoliti possono capitarti anche ad un passo dal naso e nei luoghi più inaspettati.
Come quello con la sgangherata compagnia di cinque ragazzi quasi tutti tuoi coetanei che conosci in treno in quello che doveva essere il tuo viaggio di ritorno a Firenze .
Sono mezzi imparentati belli e disinibiti, ma è la più giovane del gruppo a conquistarti, da subito.
Sembra uscita da un racconto delle mille e una notte, è affascinante e misteriosa.
I suoi capelli son neri e lunghi, gli occhi scuri e profondi, un corpo snello e ti colpisce il modo in cui si comporta, sembra stare sempre sulle sue.
Ha un vestitino di cotone leggero striminzito e come hai occasione di accorgerti, perché ormai non riesci più a toglierle gli occhi di dosso, non porta l’intimo sotto i vestiti.
Lei è così, ti dicono i suoi amici man mano che li conosci e inaspettatamente ma anche fortemente desiderata ti arriva la proposta di passare quella fine estate con loro .
Destinazione Follonica e le sue spiagge naturistiche.
“Ti è mai successo di star nudo in riva al mare, vestito solo dell’aria trasparente e della luce del sole?”
“Lei è così ma non scherzarci troppo e non fare di più di quello che ti permette” è l’ammonizione che ti fa la zia quando capisce il tuo interesse verso la sua giovane nipote.
Ma la ragazzina ha già il controllo della situazione e l’interesse capisci che è reciproco.
Gioca con te come il gatto con il topo e tu ne sei sempre più infatuato .
Non è solo inevitabile attrazione fisica, lei ti coinvolge anche mentalmente.
Alla sua giovane età ha già letto Proust e conosce i Canti di Maldoror di Lautréamont, chissà se conosce pure i Surrealisti ..?
È intelligente e continua a sfidarti, non riesci a capire se veramente tiene a te o ti sta prendendo in giro.
I suoi amici non fanno niente per aiutarti a capirlo, forse sono suoi complici in questo gioco pericoloso ma seducente al tempo stesso.
Sai di essere importante anche per loro, ti hanno scelto e per quest’estate stai sicuro che non ti lasceranno più andare via.
È un viaggio alla scoperta di qualcosa di ignoto stare con loro e hai deciso di viverlo intensamente, costi quel che costi.
Essere nudi in spiaggia non basta a scoprirsi veramente, la diffidenza copre più di un vestito. Questo almeno fino a quando la giovane ragazza non decide di farti conoscere di più del suo passato.
E allora sì che (se già non lo fosse) diventa nuda pure l’anima.
Un nome che non è il suo, il tatuaggio di uno scorpione sulla nuca forse retaggio delle sue vere origini Sudafricane.
Un nome e un simbolo che evocano esoterismo e riti sciamani di protezione .
Tante domande e poche risposte.
Quanti misteri nasconde quella ragazzina.
La voglia di restare da soli in una parte di spiaggia meno frequentata, con uno sperone di roccia che ti ricorda così tanto il luogo di quel film, il tuo preferito, dove delle studentesse in gita si spogliavano e restavano vestite solo dei loro sensi attratte da qualcosa di ignoto.
Come ricorrono spesso le tue passioni in questa estate tutta ancora da assaporare  e da vivere intensamente con lei ma destinata comunque a finire.


L’estate dei fiori artici è il primo romanzo pubblicato di Ivano Landi.
Blogger che conosco da diversi anni e che secondo me è il padrone di casa di uno dei  blog più belli della  Blogosfera.
A raccontare le pagine del romanzo è quello che Ivano definisce il suo alter ego, lui non ha mai ammesso di avere scritto un romanzo autobiografico anche se confessa che i nomi delle protagoniste femminili sono reali.
 Quello che rimane impresso leggendo L’Estate dei fiori artici è come si viene catapultati dentro le passioni che animano Ivano e che chi frequenta il suo Blog “Cronache del tempo del sogno”  le conosce molto bene, queste sue passioni.
Nelle pagine de L’Estate dei fiori artici respiriamo Rimbaud e i poeti maledetti Francesi ma anche S.King e Jack London, la musica di Jim Morrison e i Doors, Brian Eno passando per Beethoven.
I fumetti di Metal Hurlant e Linus.
Il cinema di Peter Weir e le suggestioni di Pier Giuseppe Murgia e la sua Maladolescenza.
Vengono evocate le sessioni fotografiche di Joel Brodsky su Jim Morrison e restando in tema di fotografia come non citare l’artista statunitense Francesca Woodman alla quale Ivano ha dedicato il suo libro.
Spero di non avere fatto un torto ad Ivano e alla grande tradizione surrealista di cui Rimbaud e  Lautréamont son stati sicuramente i precursori quando ho deciso di scrivere del suo romanzo con questa “ recensione “.
In qualche modo ho cercato di raccontare razionalmente un opera, la sua.
Ma l’opera o meglio ogni forma d’arte  in senso generale va vissuta e raccontata in prima persona per questo vi saluto invitandovi a leggere il romanzo, disponibile su Amazon sia in cartaceo che come eBook.
Nel  mio piccolo cercherò sempre di fare il possibile per aiutare a far conoscere le autopubblicazioni dei miei amici blogger.
Max


27 commenti:

  1. Wow, Max! Ho le lacrime agli occhi dalla commozione. Hai raccontato (meglio di come sarei mai riuscito a fare io) la trama del mio libro ma lasciando in qualche modo intatto il mistero. Ti sono immensamente grato, come sono grato al padrone di casa per avere accettato di pubblicare un post così diverso da quelli che vedo in genere pubblicati sul suo blog. Inutile dire che cercherò di condividerlo il più possibile.

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    1. figurati, per me è un piacere dare la possibilità di voce a chiunque abbia voglia di scrivere qua ;)

      mi sento in colpa a non conoscerti però, spero di rimediare :)

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    2. Non c'è problema, figurati. Mica si può seguire tutti. Io già faccio fatica a seguirne una ventina di blog ;-)
      Grazie mille davvero!

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    3. Non so se ti arrivano le notifiche di commenti ai vecchi post, così ti segnalo che ho appena lasciato due commenti sul post "Il tempo della crisalide".

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    4. ma ivano, hai un blog anche te, sai che per i gestori non c'è bisogno delle notifiche, li ritroviamo nel gestionale ;)

      dopo vado a vedere!

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    5. Sì lo so, neanche io uso le notifiche, ma so per certo di blogger che si perdono i commenti ai post passati proprio per questo motivo. Per questo ho voluto assicurarmi che non fossi uno di loro ;-D

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  2. Clima davvero anni '70, potrebbe essere un'ottima sceneggiatura per una pellicola di Bernardo Bertolucci. Complimenti a Ivano e al recensore Max :-)

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    1. Ahahahah, grazie della "raccomandazione" Ariano! In effetti ho sempre pensato alla mia storia più come a una sceneggiatura di film che a un romanzo. Lo scrivo anche nel libro.

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  3. Recensione decisamente convincente la tua, MAX. Mi è venuta voglia di andare a leggere il blog e il libro. Morrison è stato un punto di riferimento per gran parte della mia vita ed è ancora una figura centrale della mia cultura musicale.

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  4. Bella recensione, Max! Non è facile parlare così di un libro senza svelarne, come scrive Ivano nel primo commento, il mistero. E complimenti a Ivano, ovviamente ;)

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    1. Grazie mille dei complimenti, Guido! Ho dato una scorsa al tuo sito. Interessante. Purtroppo non posso vedere il video perché sono bannato a vita da youtube.

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  5. Apprezzato moltissimo la recensione, il post sa di sapori persuti, delle estati nelle quali sembrava non si dovesse invechciare mai. Poi però rimangono i ricordi.
    Ricordi di scelte fatte ma anche non fatte....
    Credo un più bel regalo Max non poteva farlo ad Ivano, è una recensione che qualsiasi scrittore invidierebbe ad Ivano.

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    1. Puoi dirlo forte, Nick. Mi sento davvero un privilegiato a esser stato onorato di questa bella recensione :-))

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  6. Bella rece, Max!
    Ivano grande blogger, vero, e questo suo romanzo è davvero appetibile.
    Interessante il legame che si crea tra i due... lei smaliziata e colta, lui che si ritrova in una situazione nuova (nudo, non a caso, forse anche metaforicamente...)^^

    Moz-

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    1. Heilà, grazie e ben ritrovato Miki! Tra l'altro è da un po' che sto cercando di leggere il tuo post sul solco generazionale, che come sai è il mio genere di cose, ma questo post di Max mi ha rovinato la giornata :D :D :D

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  7. Ce l'ho fatta!! Ho letto!!! xD Entusiasmo a parte, bellissimo il rece-racconto, chi conosce Ivano sa che una parte di lui vive tutta qui e, anche se ancora non ho letto il libro, mi risulta chiaro come il Sole. MAX tu sei stato delicatissimo nel raccontarlo, lo hai completamente abbracciato, segno non solo di profondo rispetto e stima, ma anche di un certo affetto, quello che oserei dire lega le nostre teste pazze anche se con momenti di più o meno prolungati di assenza. Spero di riuscire ad acquistare il libro, prima o poi!
    Complimenti ad entrambi!

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    1. E dai Alexia, se hai fatto trenta e hai letto la recensione di Max, puoi fare trentuno e leggere il mio libro ;-)
      Ti confesso una cosa: Max è in realtà il mio ghost writer e ha scritto il mio libro, mentre io sono il suo ghost writer e ho scritto questa recensione. Ma, mi raccomando, che resti tra noi ;-)
      Grazie mille per i complimenti!

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  8. Bravissimi entrambi! La recensione di Max invoglia a leggere il libro. Ivano che conosco come blogger è un grande. Non ho dubbi sulla grandezza del volume
    Ora ho sempre troppi casini in casa ma presto arrivo
    Ciaooo

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    1. La tua casa mi sa che ha bisogno di un esorcismo, Patricia. Propongo Max, omonimo di Max von Sidow che interpreta Padre Merrin ne "L'Esorcista". Un nome, una garanzia.^__^
      Grazie per l'interesse, Patricia. E togliti pure la voglia, che fa solo bene ;-)

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  9. Max ha confermato con questa recensione di essere un lettore attento ed appassionato, che sa cogliere l'anima di un libro.
    Complimenti a lui, per aver stuzziaco il mio interesse, e un grande in bocca al lupo ad Ivano Landi (che non conosco personalmente, ma che ho incrociato a volte sul blog di MikiMoz tra i commentatori) perchè la sua storia abbia riscontro positivo e possa essere apprezzata da quante più persone possibile.
    Io sono una nostalgica cronica, amo e mi faccio coinvolgere da tutto ciò che narra del passato che ha formato e reso uniche le persone che si è nel presente. Per cui sono ben predisposta verso questo romanzo :)

    Un saluto al padrone di casa e ancora complimenti a Max e Ivano!

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    1. Eh, Max è uno che sa entrare dentro le cose. Si capisce anche dai commenti che lascia ai post. Capisci che li legge davvero e con la dovuta attenzione e passione.
      Grazie per il bocca al lupo Maris(tella, presumo dall'avatar). Anch'io tendo al proustiano e alla ricerca del tempo perduto.
      Grazie anche a te per l'interesse e per i complimenti :-))

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    2. Presumi bene, Ivano: il mio nome completo è Maristella!
      Ho già scaricato l'altroieri da Amazon L'estate dei fiori artici sul mio Kindle, lo comincio appena finisco il libro che sto leggendo adesso.
      Il mio tempo libero non sempre è molto, ma alla passione per la lettura non rinuncio!
      Ciao :)

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    3. Wow, grazie mille! E' una notizia meravigliosa! Spero di essere all'altezza delle aspettative messe in piedi da Max. Buona lettura in ogni caso. Poi, se ti va, fammi sapere qualcosa :-))

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  10. Bella recensione, Max, dove ho ritrovati in pieno i grandi temi del blog di Ivano, che seguo da molto tempo. Come hanno scritto anche altri commentatori, l'articolo riesce a suscitare interesse ma senza svelare troppo. Capisco in pieno la difficoltà nello scrivere recensioni perché anche a me sembra di scrivere troppo o troppo poco. Il personaggio di lei e le atmosfere del libro mi hanno ricordato per alcuni versi "Solve et Coagula..."

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    1. Ciao Cristina e grazie del passaggio. Se ti riferisci a Alessandra di "Solve et Coagula" sì, è vero che i due personaggi un po' si somigliano, anche se io sinceramente non avevo fatto il collegamento. Le atmosfere sono invece abbastanza diverse... Solve et Coagula è molto più cupo ed esplicitamente fantastico. Mi piacerebbe molto riprendere un giorno in mano la mia ex blog novel, non per continuarla sul blog ma per trasformarla in un vero romanzo. Mi ci ero affezionato e al di là degli inevitabili difetti dell'improvvisazione mi piaceva anche. Ma chissà se troverò mai il tempo.
      E Max, sì, è stato molto bravo :-)

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