21.8.19

Recensione: "The Nest - Il Nido"



De Feo, il pugliese De Feo, tira fuori un horror italiano alla internazionale migliore di quasi tutti quelli che internazionali lo sono del tutto.
Una favola gotica che gioca sempre sul genere e sul poter diventare più cose.
Benissimo girato, ancora meglio interpretato, The Nest è la prova di come si possano copiare i maestri creando però opere personali e molto intime.
Film dalla grande delicatezza, con un finale sorprendente.
Non un capolavoro ma forse la meglio cosa che vediamo nel genere in Italia da anni, almeno in sala.

presenti piccoli spoiler


Samuel suona il pianoforte davanti a tutti.
Ad un certo punto la macchina da presa finisce sul volto della madre.
Gli occhi sono lucidi.
Eppure quella madre l'avevamo già vista come una specie di orco, e un orco si confermerà anche per gran parte del film.
Uno spettatore attento poteva capire sin dall'inizio che dietro tutto quello che vedevamo in The Nest poteva, anzi, doveva (per dare un senso a tutto) esserci qualcos'altro.
Io di ipotesi ne ho fatte tante, alcune anche simili a quello che poi sarà il colpo di scena finale.
Ma c'è poco da fare, The Nest molto probabilmente vi stupirà.


Ora, dovrei cominciare con il solito discorso de "speriamo che il cinema di genere italiano riparta da qua" ma no, non lo faccio, troppe volte ormai c'ho sperato in passato.
Mi limito a dire che questo è forse il più bel horror italiano visto in sala da anni.
E, a differenza di altri nostri bei horror più pane e salame (specialmente per mancanza di fondi) qui De Feo è riuscito a fare un horror internazionale "à la americana" facendolo meglio del 90% degli americani. Un pò quello che successe con lo spagnolo The Orphanage (che in molti aspetti ricorda The Nest, e non solo nell'ambientazione e nelle suggestioni ma specialmente in quel rapporto madre-figlio tragico e intenso).
Dirò di più, De Feo è riuscito nel miracolo di fare un film horror "moderno" ma evitando non so come il giochino dei jumpscares, incredibile (io visto il trailer - comunque molto buono - ero convinto ne avesse a decine).

A tal proposito forse ne ricordo solo uno, tra l'altro eccezionale, ovvero quello della vecchia invasata che corre nel corridoio e poi a 4 mani. Scena praticamente identica a quella di The Visit ma del resto Shyamalan è sicuramente uno dei maestri da cui ha attinto più De Feo.
Non è un caso che per quasi tutto il film c'è la sensazione di un possibile The Village italiano.
Ma del regista indiano riprende anche una grandissima delicatezza, umanità, amore per le storie e per i propri personaggi. E anche la stessa ambizione, quella di raccontare massimi sistemi attraverso significanti "fantastici" e inquietanti.
Ma De Feo è uno che sicuramente ha studiato cinema e visto film, la lezione dei grandi maestri c'è tutta (Polanski, Lanthimos - non vi sembrava un Dogtooth? - e i più grandi del cinema gotico).
Questo è un film bellissimo perchè osa, perchè è ambizioso senza essere arrogante, perchè è scenografico e maestoso senza perdere intimità.
Non è un capolavoro, perchè momenti in cui si ferma e non spicca il volo ci sono, perchè pur avendo una sceneggiatura notevole è molto furbetto ( abbastanza improbabile che non venga mai detto niente "di fuori", specie nei dialoghi senza Samuel, vedi quelli tra la madre e la ragazzina), perchè pur avendo un'anima propria - e bellissima - è evidente che non ha niente di nuovo.
Però son tante, direi persino troppe, le cose eccellenti.


Innanzitutto una regia splendida, molto elegante, dinamica ma misurata, con tante bellissime inquadrature e un uso degli spazi splendido.
Riguardo le location che dire, De Feo ha trovato questo castello-villa vicino Venaria e l'ha aggiustato per il film. Posto magnifico, isolato dal mondo anche nella realtà, lugubre ma anche pieno di vita con quei prati e i suoi laghi. Ma quello che forse mi resterà più addosso della location sono quelle stanze bellissime, specialmente quel paio con carta da parati particolarissime. C'ho visto qualcosa di Shining, del resto anche quello è un film omaggiato più volte da The Nest (pensate a lui che corre con la sedia a rotelle dietro al cane, tecnica e taglio identici a quelli di Danny col triciclo).
E poi le facce. Cristo, finalmente uno che capisce come nel cinema, e specialmente nell'horror, le facce contino tanto visto che sempre più spesso il materiale umano nel cinema moderno va a perdere d'importanza.
Qui no, qui ci sono almeno 6 volti che ti restano addosso, casting straordinario.
E quei volti, quegli attori, sanno anche recitare da Dio (o forse è proprio merito di De Feo o qualche suo collaboratore ad averli fatti rendere così).
Lei, Francesca Cavallini (mi dicono ex attrice di Vivere) è notevolissima in un ruolo molto difficile, fatto di piccoli gesti, autorità ma anche di emozioni trattenute e di umanità forzatamente camuffata.
Suo marito bravissimo, davvero dolce.
I due "redneck all'italiana" sono fantastici, specialmente quello con accento siciliano (se non sbaglio). Quella scena della barzelletta con inquadratura alla Dogville con loro sul rimorchio è meravigliosa, una delle più belle per me. E in quella barzelletta ci sono anche molti temi presenti in The Nest, come la malattia, la voglia di fuggir via, la morte.

Ma il top player è per me Maurizio Lombardi, il medico pazzo. Impressionante il suo volto, la sua voce, tutto. La scena dove sembra godere dello strangolamento e quella dell'operazione a Denise sono roba da fuoriclasse dell'horror, di una potenza rara.

E poi il bimbo protagonista, una faccia da schiaffi come poche che invece dopo soli 5 minuti mi era entrato nel cuore, sia per quella voce particolare (si sente che ha origini non del tutto italiane) sia per quella sua condizione davvero commovente, e in questo senso più che riferirmi alla sedia a rotelle intendo quella psicologica e di privazione di infanzia ed adolescenza.
Ed è proprio questo l'aspetto che porterà The Nest a momenti di grandissima delicatezza, quasi lirici. Le sequenze in cui Samuel "scopre" sempre di più Denise (bravissima anche Ginevra Francesconi in questo ruolo) sono di una tenerezza disarmante che non arriva mai alla retorica. Il bagno al lago, quel fingere di non piacersi e poi darsi il bacio, quel suo guardarsi nelle mutande (attenzione, sembra una scena quasi comica ma non lo è per niente) sono un racconto dello scoprire finalmente sè stessi di profonda raffinatezza.
Del resto Denise rappresenta anche "il mondo esterno", la prova che c'è qualcosa là fuori. In questo senso sembra quasi la ragazza di Carrey in Truman Show, altro film grandemente omaggiato da De Feo, anzi, forse il più sovrapponibile per certi versi.
E quella specie di MP3 che Denise dona a Samuel sembra quasi avere la funzione del film in vhs che videro i ragazzi di Dogtooth.


Tra l'altro questo era uno dei tanti altri indizi che potevano farci arrivare al finale, ovvero quando Denise afferma che quell'MP3 non è suo ma del suo protettore, di 10 anni prima, come se poi il mondo non fosse più esistito. Ma metteteci anche il fatto che sta ragazza dice di aver vissuto per anni nelle montagne, il morso con cui arriva morente il nonno, il suicidio di Greta, l'uccidere in sacrificio i "malati", i tagli che si faceva la madre di Samuel, quel suo insegnargli a sparare in testa al cinghiale - e qui De Feo richiama un altro grande post-apocalittico, The Road, dove un padre insegnava al figlio ad uccidere - e davvero tantissimi altri indizi.
 E poi, visto che l'ho menzionata, impossibile non citare la colonna sonora, quasi tutta al pianoforte. All'inizio c'è una scena di magistrale montaggio sonoro in cui Samuel inizia a suonare il piano e poi, senza soluzione di continuità, la stessa melodia diventa extradiegetica per poi ripiombare di nuovo "dentro" al film suonata da Samuel ma in un'altra occasione (il saggio mi pare). Una cosa che vidi fare simile in Alabama Monroe.
Ho adorato la versione al pianoforte di Where is my mind dei Pixies.
Tra l'altro questa scelta della cover che pare solo strumentale (ahah, involontaria battuta) invece è carica si significato, è come far entrare il mondo di fuori, quello che è andato avanti, in quello di Samuel o come, al contrario, far adattare quel mondo a quello del bimbo.
Quel brano al pianoforte è come una crasi, un'unione di due elementi, di due mondi, di due epoche, di un ricordo e di una speranza.
Magistrale.
Tra l'altro notevoli anche le due scene di ballo della Francesconi con la seconda che, ancora una volta (e siamo già a 3) ricorda tantissimo quella di Dogtooth.
Se avete letto fin qua starete pensando che io abbia visto un capolavoro.
No, assolutamente, anche perchè di capolavori nell'horror recente non ne ricordo più di 3,4.
Ma è troppa la gioia, troppo l'entusiasmo, magari anche campanilistico, per essermi ritrovato davanti un "nostro" film così bello, così anche più bello di tutti quelli che il pubblico delle sale adora.
E questo è un film importante anche perchè dimostra come si può "copiare" dai maestri nel modo migliore, perchè ha dentro umanità, perchè non è solo tecnica ma anche scrittura e amore per i personaggi.
Un film che racconta apparentemente di una iperprotettività, di un rapporto malato madre-figlio che priva quest'ultimo della libertà sia spaziale che emotiva, che sembra raccontare perversioni e orchi.
Non che questo aspetto manchi (il personaggio di Lombardi non ha alcuna accezione positiva, il suo processo di mostrizzazione è completo) ma il bellissimo finale - finale che rende tragica la figura apparentemente più odiosa, quella della madre, e che fa passare in un amen The Nest dall'essere un film gotico con possibili derive da ghost story o demoniache al virus movie post-apocalittico - ci racconta altro, ci racconta di come alcune volte per proteggere chi ami si è costretti a fingere di essere quelli che non si è, ad esser forti, autoritari, anche cattivi perchè in questo assassinio della nostra natura è nascosta la salvezza dell'altro.
E questo non riguarda solo padri e figli.
E allora viva The Nest, viva De Feo, viva chi ancora nell'horror non cerca per prima cosa la paura facile ma il racconto, anche delle emozioni.

Denise guarda nel buco della serratura.
La sua iride, l'iride di lui.
Una scena che significa solo una cosa.
Riconoscersi

71 commenti:

  1. Marco Macchini21 agosto 2019 16:10

    Visto lunedì e mi è piaciuto molto. Anch'io me lo aspettavo più "classicamente horror", e ammetto che questa mia impostazione inizialmente mi ha lasciato un po' spiazzato. Però poco male, anche perché tra location, fotografia, sensazioni e pasta generale di horror ce n'era comunque a sufficienza. L'ho visto con due amici che non hanno apprezzato per niente il finale. Non ho capito bene se per gli zombie in sé o se avrebbero preferito un finale completamente diverso, magari con una soluzione più velata riguardo al male che distruggeva il mondo esterno. Di mio posso dire che con un finale anche solo leggermente meno esplicito avrei apprezzato molto meno la caratterizzazione dei personaggi, aspetto che alla fine è quello che ho apprezzato di più. D'accordissimo sul dottore. Personaggio e attore spaventosi (aggettivo da intendersi nella migliore accezione possibile).

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    1. il trailer ti portava su tutta altra strada ad esempio, molti sono rimasti fregati ;)

      anche io, ma in bene, sempre dal trailer mi aspettavo un horror di spaventi e invece...

      hai ragione sia te che i tuoi amici, dipende dalla prospettiva

      secondo me il finale è bellisismo ma se fosse finito prima (agli zombie visti da lontano nel grano) sarebbe stato meglio, gli ultimi due minuti non avevano senso

      anche perchè non è un film di zombie, non dobbiamo vederli e apprezzarli, dobbiamo solo sapere che era quello il motivo

      però la motivazione che dai te è comunque molto giusta

      per il resto penso le stesse cose ;)

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  2. per quanto mi riguarda è un buon film, parte con belle premesse (location, personaggi) ma il twist finale non mi è arrivato, già da metà film avevo intuito dove si voleva andare a parare (troppi, troppi indizi per i miei gusti) che poi con tutto il retaggio horror nostrano che abbiamo avuto, proprio quella oltre oceano mi vai a prendere e/o scimmiottare quasi al limite del plagio... (shyamalan...)

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    1. il rischio di twist così radicali è che o ti colpiscono o ti fanno cadere le braccia ;)

      sì, troppi indizi che c'era qualcosa che non andava, però esattamente cosa non era facile

      eh, io ho visto raffinati omaggi e non plagi ;)

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  3. Che bella recensione! Finalmente qualcuno che lo dice! Film con degli intenti altissimi, di fattura esemplare. Si capisce benissimo lo studio duro, l'amore e la passione del regista. Di quanti altri film recenti, italiani e non, si può dire lo stesso? Che la trama abbia qualche pecca è innegabile, il finale può dividere, ma io credo che sia un film brutale e delicato insieme. Mi è capitato di commuovermi nella scena in cui Denise ballava-la prima volta- e ho pensato subito a quando, ne la Forma dell'acqua di Del Toro, c'è la scena a tavola dove i due prendono a cantare e li si vede ballare vestiti da sera. Scene così delicate, fiabesche, semplici... In uanti altri film ti può capitare di emozionarti per "così poco"? Da rivedere e da sperare che De Feo prosegua nel sogno che ha dimostrato di avere: fare cinema con intenti alti. Bellissimo

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    1. ma che bel commento ;)

      bravissimo, hai detto tutto, e sono contento che anche te sopra tutto hai amato la delicatezza, l'umanità e l'intimità del film

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  4. Lo vedrò appena possibile, in home video presumo, perché ne sento parlare molto bene. Temevo che fosse solo strategia di marketing, ma ho letto anche qui commenti positivi, per cui me lo segno.

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    1. ma ha 200 sale ancora in italia, nessuna vicina a te?

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    2. Finché è estate preferisco stare all'aria aperta. Abbiamo tutto l'inverno per frequentare i cinema chiusi. Si, a volte ci sono rassegne di film all'aperto, ma sono tutti film della stagione passata. Mai prime visioni.

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    3. Fermati non fare lo stesso errore mio usa queste 2 ore per fare qualsiasi altra cosa

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    4. chissà se si era salvato o no a sto punto...

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  5. film buonissimo, pieno di citazioni, non di copiaincolla, e di mille cose, dà da pensare.
    e la musica di Theo Teardo è perfetta.

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  6. Visto ieri sera. Mi sveglio con il film in testa e l'intenzione di esplorare, approfondire, cercare spunti di riflessione. Ne ho trovati tantissimi nella tua recensione competente e appassionata. Condivido lo stupore perchè neanche io mi aspettavo tanto da un film italiano, ero un po' prevenuta lo ammetto. Ho adorato la cover suonata al piano e quello sguardo che va avanti e indietro perchè vorrebbe guardare lei ma non può distogliersi dai tasti dello strumento. Non ho grandissima cultura cinematografica ma spero di imbattermi ancora in opere complete e ben confezionate come questa. Aggiungo che secondo me la tanto dibattuta scena finale alla the walking dead ci stava eccome, ha dato un senso al tutto e non ha tolto nulla, anzi. Accetto suggerimenti per altri titoli interessanti:)
    grazie ciao

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    1. grazie Lele!

      no, ma forse mi sono spiegato male sul finale

      per me l'idea degli zombie è grandiosa, anzi, è quella che rende sto film unico

      solo che io mi sarei fermato due minuti prima, all'inquadratura di loro controsole sul grano

      e il senso c'era già tutto e il colpo di scena lo stesso

      quell'appendice è servita "solo" per ricollegarsi all'incubo della governante

      ma ci sta eh


      se hai voglia di esplorare le mie liste (sono sotto al titolo del blog) ne troverai centinaia di consigli!

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    2. Mi spiace Giuseppe ma non sono d'accordo con te.

      Nel finale Samuel saluta le persone (immobili) che vede nei campi ma noi spettatori (metacinematograficamente parlando) vediamo ciò che lui osserva:
      dapprima vede una coppia immobile (mi hanno fatto venire in mente i "nonni" di The Visit) che, esteticamente, non hanno affatto un aspetto di zombie, poi vede un uomo solitario, anch'esso esteticamente non percepibile come zombie.
      Quando Denise, finalmente, ferma la macchina e si mette a suonare vediamo tanti individui che si, stavolta, sono insindacabilmente zombie (anche se Samuel non sa cosa siano) e allora qui si ha il colpo di scena, non prima.
      La scena realmente ridondante è quella dello zombie-ragno che però, di fatto, doveva essere filmata per spiegare l'incubo della cameriera (che senza questa scena sarebbe rimasto un episodio scollato da tutta la narrazione).
      RAEL70

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    3. a me non pare che siamo in disaccordo...

      Semmai è una questione di 30 secondi, io avrei finito al campo lungo in cui si alzano tutti gli zombie nel grano

      e anche io ho scritto (non so se in rece o nei commenti) che quella scena in più è eccessiva ma esiste per collegarsi all'incubo

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    4. e anche qui sopra ho scritto che mi sarei fermato agli zombie visti da lontano nel campo di grano, scena dove c'è il colpo di scena (stessa cosa che dici te...)

      cioè, è assurdo, mi dici che non sei d'accordo e i nostri due commenti sono due copiaincolla, in tutto eh, sia nel fermarsi agli zombie nel grano sia nel dire che l'ultima scena c'è perchè spiega l'incubo

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    5. Allora ho letto male io :)
      RAEL70

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    6. Midnight special è spettacolare
      Space station 76 non puoi perderlo

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  7. Esatto! Infatti mi riferivo ai commenti successivi di chi non aveva tanto gradito quel finale.
    Darò uno sguardo alla sezione "le mie liste e classifiche" e sceglierò qualche titolo da vedere e magari commentare.
    Mi piace questo blog, se è possibile vorrei iscrivermi, è una fonte di ispirazione perchè il cinema è un'arte da gustare e condividere.

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    1. ma alla fine iscriversi non conta niente, basta che te lo esplori da solo e semmai lo salvi da qualche parte :)

      grazie!

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  8. Boh, visto ieri sera, non mi ha convinto. Come dici tu apprezziamo il coraggio e l'amore di questo regista per i film di genere che ha voluto omaggiare, ma sai, avendo appena visto "The visit", per me quella scena di notte penso hai capito quale, è troppo uguale...non essendo una grande conoscitrice di film horror ho comunque anch'io paragonato la scena del bambino con il cane a quella di Shining, troppi riferimenti... È bello omaggiare altri film ma se le scene "copiate" sono tante e la trama fa riferimento veramente a tanti altri film, come stupirai il tuo pubblico? Non ho trovato argomenti nuovi, tutto già visto. L'ho trovata un po' un'occasione mancata, salvo alcune scene carine tra i due bambini, ma poco altro, tutto già visto, e detto da me che di questo genere ne vedo pochi è tutto dire.

    SPOILER

    Ci viene fatto intendere o almeno sospettare che il bambino viene volutamente tenuto paralizzato, infatti inizia a muovere il piede, è una medicina che lo mantiene bloccato, ed è l'ultima fiala quella che hanno...ho capito male? Poi il discorso non viene più ripreso, resta questo buco nella sceneggiatura per una cosa troppo importante!!!
    Il finale l'ho trovato pasticciato, so che a te è piaciuto, l'ho trovato inverosimile e poco spiegato....
    Veramente un'occasione mancata, si poteva fare meglio, purtroppo e devo dire purtroppo (perdonatemi) ma già dalle atmosfere si capisce subito che è un film italiano, lo dico a malincuore ma non mi capacito perché abbiamo così pochi prodotti buoni.....
    Comunque, un regista che senz'altro verrà fuori, ma niente di nuovo....
    Alla prossima, ciao!

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    1. io di solito sono un grande amante degli omaggi, come in questo caso

      anche se sono tanti e ripetuti, l'importante è che avvengano in una cornice comunque nuova e con personalità, e secondo me the nest ne ha da vendere

      sì, esatto, sono loro per "salvarlo" dal fuori (come in the village) che lo tenevano paralizzato

      ma avendo finito le fiale hanno adesso paura che possa camminare di nuovo e scappare

      non credo ci sia un buco, anzi, ma magari dovrei rivederlo

      la cosa stupenda del finale è proprio che è poco spiegato (io odio le spiegazioni esplicite) ma mi sembra chiarissimo

      anni fa c'era stata una epidemia, i sopravvissuti si sono rifugiati in quel castello e lei ha deciso di far vivere l'intera vita del figlio lì, per proteggerlo

      anni fa ad esempio scappò il padre per portarlo via

      non lo so, a me torna tutto, senza mezza forzatura e mi sembra mezzo geniale ;)

      non sono d'accordo manco sul fatto che sembra italiano, o meglio, semmai per me lo sembra nel migliore senso possibile, ovvero quello delle atmosfere dei nostri grandi thriller degli anni 70

      insomma, non siamo d'accordo su niente su The Nest ma del resto è un film che ha diviso e sicuramente non è un capolavoro oggettivo, sempre se ne esistono

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  9. Appena visto.. Senza averne letto niente prima.. Mi ha stregato. Nella prima parte sembra di muoversi dentro una placenta torbida, che andrà lentamente a dissolversi..come tutti credo, ci ho visto una delicatezza fuori dal comune, una carezza di film che mi ha immerso nella crescita di questo ragazzino. Profondità di tematiche, immagini che vanno dalla più innocente dolcezza alla più irritante brutalità, attori perfetti, atmosfera gotica da manuale.. Ci ho visto tanto amore per il genere. Mi ha veramente emozionato. Altro che campanilismo, questo è un pezzo da collezione, una vera chicca.
    Vero, niente di nuovo, ma poco importa. Avercene.
    Bellissima la tua recensione Giuse

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    1. ciao grande!

      come al solito in poche righe hai detto tutto, veramente tutti gli aspetti per cui sto film mi rimarrà nel cuore, come scrittura, tecnicamente e, specialmente, per il sio lato umano

      l'ho messo persino nella mia top ten, magari era meno bello di altri ma m'è rimasto più

      grazie ;)

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  10. Ho letto che nella storia recente del cinema horror ritieni ci siano 3/4 capolavori assoluti e vorrei chiederti i titoli per andare a cercarli, sempre che io non li abbia già visti.

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    1. ciao!

      eh, sono horror che hanno diviso molti (alcuni)

      direi The Orphanage, The Witch, Babadook, Eden Lake, Rec, The Wailing, The Descent

      ma li avrai visti

      ovviamente se ci penso un attimo o spulcio il blog ne verrebbero fuori altri, specie tra i non distribuiti ;)

      anno scorso Midsommar, The Lodge, proprio The Nest ;)

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  11. Visto, finalmente, un paio di sere fa. C’è una cosa che non mi fa dormire la notte ma ci arrivo dopo.

    Come al solito non avere visto il trailer né sapere alcunché della trama mi ha messo davanti a uno stupore per il quale non posso che essere felicissimo. Un film magnifico che si dipana tra più generi e citazioni, fatto di moltissima tecnica al servizio della narrazione e con delle chicche imperdibili. Concordo su tutto, Giuseppe, l’eleganza, il casting, i piccoli difetti, il taglio che avrebbe dovuto essere fatto sul finale (chissenefrega di raccordare l’incubo, a quel punto era evidente), ecc.

    Tenendo fede alla mia abitudine di scegliere una scena e fiondarmi su quella per farla mia e ricordarla - spero - per sempre. Di adatte allo scopo ce ne sono veramente tante che tu stesso hai menzionato, ma la mia scena non può non essere il doppio ballo di Denise: prima libero, selvaggio, pieno, poi costretto, sacrificato, vuoto. Non voglio dire che sia un parallelismo che da senso a tutto il film perché sarei esagerato ma trovo che sia ideale per spiegare il senso di privazione che quello stesso ambiente rappresenta, una privazione almeno in due sensi: del “fuori” dalla tenuta (pur in senso protettivo) e del “dentro” del ragazzo, intesa come crescita personale ed emotiva. Una doppia scena magistrale ed emozionante.

    Ma come anticipato c’è una cosa di cui non mi capacito per essere stato così miope e averlo realizzato solo dopo aver letto i commenti. Pur avendo colto il richiamo a The Village e nonostante l’elemento della fiala mi fosse parso sospetto ho mancato di fare un semplice 2+2 e capire che la paralisi fosse indotta. Ora, se mi permetti, vado a donare la mia videoteca ai più meritevoli e chiedere perdono di fronte al mio butsudan eretto in onore di Kubrick.

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    1. te invece aspetta un attimo ;)

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    2. Come da buona abitudine :)

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    3. Come al solito non avere visto il trailer né sapere alcunché della trama mi ha messo davanti a uno stupore per il quale non posso che essere felicissimo. Un film magnifico che si dipana tra più generi e citazioni, fatto di moltissima tecnica al servizio della narrazione e con delle chicche imperdibili. Concordo su tutto, Giuseppe, l’eleganza, il casting, i piccoli difetti, il taglio che avrebbe dovuto essere fatto sul finale (chissenefrega di raccordare l’incubo, a quel punto era evidente), ecc."

      riassunto perfetto per me

      e invece la citazione dei due balli può dare assolutamente senso a tutto il film, proprio per i motivi che dici

      in quei balli ci sono dentro tutte le tematiche presenti nel film, sia positive che negative

      ed è proprio un film magnifico perchè quelle due dimensioni, intima ed ambientale, riesce a farle convivere magnificamente, probabilmente meglio di alcuni capolavori a cui, qua e là, si ispira

      io credo che veramente non ha niente da invidiare al 95% degli horror che ho visto questi anni, anzi, ha da insegnare a ben più della metà di essi

      e quanto riesca ad essere personale ed avere un'anima propria pur citando altri 10 film del passato è davvero un miracolo

      ahah, pensa che, non ricordo chi, la cosa della fiala indotta in sala l'aveva capita dopo un quarto d'ora ;)

      non sapeva perchè (sennò sarebbe stato un genio) ma sospettava che il bimbo non avesse niente e volevano solo non farlo fuggire

      sarebbe bello fare un post su questa cosa, ovvero

      in quale film vi è sfuggita una cosa ovvia che avete capito solo dopo magari leggendo altri?

      a me era capitato un mesetto fa ma non ricordo con cosa ;)

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    4. Complimenti a lui/lei per l'intuizione! A volte avvengono cose strane: si intuisce qualcosa rapidamente, magari a inizio film, e quindi si riesce a vedere il film già con una chiave di lettura (comunque godendoselo); in altri casi quell'intuizione va ad incidere su aspetti molto importanti e la suspance si rovina.

      Il post che proponi non sarebbe affatto male, ci sarebbero però da segnalare a caratteri cubitali gli spoiler! Credo che almeno un caso del genere sia capitato a tutti, questo è stato per me solo l'ultimo di chissà quanti :)

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    5. sì sì, ma comunque aveva capito solo che quel medicamento serviva ad altro, poi cosa e perchè impossibile ;)

      ahah, un bel sondaggio o listone piena di spoiler sarebbe una figata ;)

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  12. horror italiano? intrigante, peccato che poi quel poco di originalità si vada a farsi fottere nel finale. In pratica si è preso il plot di una delle più brutte serie tv della storia, quel Wayward Pines di M.N. Shyalaman, si è semplificato il tutto per necessità di budget, si è ristretto il brodo et voilà ...il pranzo è servito. Boh, forse mi ero illuso, ma l'ho trovato davvero poca cosa, fatta salva la rivisitazione al piano dei Pixies.

    VOTO **+ (per patriottismo)

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    1. comunque...
      - The Village
      - The Visit
      il riassunto di Wayward Pines
      diciamo che Shyalaman ha un fan in De Feo

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    2. pensa che per me Stefano il grandioso finale è le 10 ciliegine sopra una torta già magnifica ;)

      stavolta rispondo subito per compensare Midsommar e Zurich arrivato tardino ;)

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  13. Troppo, troppo lento, scene senza senso...ma come cacchio fa ad impiccarsi la cameriera ?! Avete visto quanto in alto è appesa la corda?! Questo solo per dire che in nome dell'estetica questo film ha sacrificato la cosa più importante, la paura, non fa paura e per un horror è un problema grave, grave assai...

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    1. posizione legittima amico

      ovviamente non coincide per niente con la mia (nemmeno a livello teorico, non credo che un grande horror debba per forza impaurire, ma questa è una cosa mia)

      purtroppo non ricordo la scena che dici ;)

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  14. Scusate, gli anni di ritardo, l'ho visto stasera. Non ho letto tutti i commenti. Ma ho un dubbio atroce. Il bambino era paraplegico realmente o veniva "mantenuto invalido" tramite le fiale iniettate (vista la disperazione della madre quando le fiale stavano finendo e il pollice mosso dal bambino alla dimezza della fiala? Grazie.

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    1. sì, assolutamente

      il bambino non aveva nulla ma attraverso quelle fiale lo avevano reso "handicappato", per rendergli impossibile una fuga o anche solo l'idea di essa

      ovviamente visto il finale era "per il suo bene" (la mamma è una figura tragica come poche) ma tutto il film è giocato sul fine giustifica i mezzi

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    2. Il film mi è piaciuto molto, un po' lento ma avvincente. Però non mi è chiara una cosa e cioè perché mai denise tradisce Samuel..

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    3. Ma Denise non tradisce affatto Samuel, a cosa ti riferisci?

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  15. Qualcuno sa quale sia il nome della melodia suonata da Samuel col pianoforte? Quella che suona anche alla madre prima di scappare?
    Grazie 🙏

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    1. E' il Chiaro di Luna di Beethoven ;)

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    2. Grazie mille! Sapevo di averla già sentita ma avevo un lapsus enorme! 🤦🏻‍♀️

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  16. Mi riferisco al fatto che fugge con lui ma poi suona il clacson per chiamare gli zombie..e poi lei sa che fuori il mondo è da incubo e allora perché lo fa fuggire?

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    1. No :)

      Lei suona il clacson solo per fargli capire come è veramente il mondo fuori, visto che lui è tanto entusiasta

      Prima non ha potuto mai dirglielo, altrimenti l'avrebbero uccisa

      E infatti quando suona il clacosn piange perchè deve dare questo dolore a Samuel, deve fargli capire che fuori è un inferno

      Non lo tradisce, anzi, è un gesto bellissimo e dovuto

      lo fa fuggire perchè quella dentro quella casa non era vita e spera che nella città segnata sulla mappa sia stata formata una nuova città, quella dove anche il padre nel prologo voleva portare Samuel

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    2. Grazie per la spiegazione, in effetti questa versione è migliore della mia! È vero che lei in auto guarda una mappa, mi è venuto in mente ora!..

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    3. Non è una versione eh, è così ;)

      lo dico non per arroganza ma per lasciarti la serenità che no, Denise è una ragazza splendida e non tradisce Samuel

      non voleva nemmeno arrivare a quel punto ma visto l'entusiasmo del ragazzo si ferma ed è costretta a fargli vedere

      un abbraccio

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  17. Secondo voi ciò viene raccontato nella scena della barzelletta è una metafora di ciò che sta succedendo all'esterno?
    Il cavallo si ammala a causa di un epidemia (Samuel resta paraplegico), ma poi si rialza per miracolo (perchè in realtà Samuel non è paraplegico, ma lo costringono a essere cosi per salvarlo). Allora per festeggiare il contadino decide di uccidere il maiale e mangiarlo (non c'è scampo per nessuno, perchè fuori ci sono gli zombie pronti a divorarlo).

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    1. bravissimo/a, quella barzelletta (tra l'altro sequenza splendida, in god view e con due attori per me strepitosi) è sicuramente una metafora

      non so se la tua versione sia quella giusta, direi in senso lato che è metafora di come cercando di salvare gli altri si rischi di morire

      è un film che racconta di come probabilmente non ci sia via di scampo e qualsiasi cosa si faccia poi si verrà sacrificati

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  18. Grazie per averlo consigliato, l'ho visto qualche giorno fa e ho voluto farlo decantare prima di lasciare un commento. Perché The Nest mi ha ispirato una riflessione, e già questo dovrebbe essere indiziario di cosa ne penso. Nella recensione dici che non parli più di rinascita del cinema italiano, troppe volte ci hai creduto e niente è successo. Sono d'accordo, ma questi tentativi falliti, tra cui rientra probabilmente anche The Nest, non sono imputabili (solo) ai registi o al pubblico bue. È imputabile forse al fatto che in questo paese, ogni carica si scontra con un soffitto di vetro chiamato "produttori", e con un supplementare soffitto chiamato "Stato". Quando in questo paese esce un film come The Nest, servirebbe quell'effetto valanga che c'era negli anni 60/70: esce L'Esorcista? Tutti dietro a fare film di possessione. Esce The Nest? Tutti dietro a fare cinema gotico. Credo sia così che nel nostro paese nacque il genere. Si copiava, ma facendo le robe all'italiana. Poi qualcuno si rompeva di stare nel seminato, e faceva un tentativo controcorrente. E di nuovo, tutti dietro. Con The Nest non succede, perché oggi i produttori sono troppo apatici persino per accorgersi del successo di qualcosa di diverso dal solito. Aggiungici il nostro risibile contributo ministeriale alla cultura, e lo carica finisce nuovamente nel vuoto. Non me lo spiego altrimenti, come si possa guardare un film bello come questo e dire "lasciamo che sia l'eccezione". Non è perfetto The Nest, neanche per sogno. Ci sono ingenuità disarmanti, come i membri della "famiglia allagata" o il cane che compaiono e poi scompaiono a seconda dei bisogni della sceneggiatura. O Denise che viene lobotomizzata dal dottore e due scene dopo è di nuovo normale. O la scena del sogno francamente evitabile. Però onestamente chissene, questo è un film sincero, fatto chiaramente per voglia di farlo e non perché era facile farlo. Un film che nel secondo atto evita molti cliché che sarebbe stato facile seguire. Un film che racconta una vicenda senza luogo e tempo rimanendo italiano, e non la solita Roma o la solita Milano.
    La gente non è stupida come si crede. La madre del ragazzo è una di quelle attrici che fanno orribili fiction per campare, ma quando le hanno offerto qualcosa di diverso dalla solita zuppa riscaldata, si è data al progetto con entusiasmo. Sono convinto che con il pubblico sia la stessa cosa: metti The Nest in 8 sale su 10 invece del solito Zalone e vedrai che la gente lo andrà vedere, e lo apprezzerà. Serve solo qualche produttore con i cosiddetti, di idee e voglia di fare è pieno. Se diventa la norma questo tipo di cinema, ci si potrebbe creare pure lavoro intorno. L'unico modo che mi viene in mente perché questo accada è avere recensioni come questa, un passaparola anche piccolo, un grido che possa giungere aldilà del vetro, dove qualcuno potrebbe udire, e forse aprire.
    Mi spiace se non ho parlato granché di The Nest in sé, perché ha più di una cosa da apprezzare, ma ora quella che mi preme è proprio questa, la rara occasione che questo cinema porta. Mi sembrava giusto dirlo, invece di scrollare le spalle e fare "eh, bello finché è durato. Ora torniamo dove eravamo rimasti".

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    1. ho lasciato questo commento indietro perchè pensavo di dover spenderci minuti e minuti a rispondergli ma, almeno le prime 30 righe, possono solo dire che condivido tutto, non c'è niente da aggiungere...
      Pensa che mese scorso è uscito in Spagna ed era tipo in 100 sale... Ma lì il genere lo sanno vedere e lo sanno fare

      andando nel film (che ho rivisto)

      verissimo, tutti i personaggi del compleanno scompaiono. Non ho fatto caso se ci sia una speigazione (magari vivevano altrove) ma mi sembra un appunto molto giusto il tuo

      Su Denise non sono d'accordo. Il processo di lobotomizzazione (lo dicono anche nel film) ha bisogno di un certo numero di sedute. Lì ne ha fatta solo una. Appena fatta è stranita ma poi uno si riprende e con una sola seduta il danno non è permanente. Oddio, se fosse lobotomia radicale come dici te (ossia con asportazione) ne basta una ma lì mi pare fosse qualcosa di diverso

      il sogno non ho capito che intendi, lei che rivede il passato?

      sul discorso distribuzione ormai non so più che dire. Però ho notato che alcune cose immonde che avevano successo anni fa stanno perdendo colpi. Non credo però si riuscirà mai a cambiare la massa (non solo nel cinema, in ogni aspetto della vita più si va avanti più il mondo si sta instupidendo) ma sarebbe molto bello che per la famosa "nicchia" ci fossero più occasioni, e non solo piccoli film in piccole sale

      di conseguenza quella nicchia grazie alla condivisione riuscirebbe a crescere, rimanendo sempre laterale sì, ma non si parlerebbe più di 4 sfigati che vanno a vedere film armeni, ma di una buona parte di pubblico che segue un cinema di qualità che viene offerto sempre di più

      in più esempi come The Nest sono la dimostrazione che gli stessi registi sono abbastanza disillusi sulla distribuzione italiana e fanno film pensando direttamente al mercato internazionale (vedi solo il titolo in inglese)

      e infatti è proprio all'estero che hanno sempre più soddisfazioni

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  19. Ciao Caden scusami se entro qua con una riflessione off topic.
    Ho letto su fb quello che ti è successo con i passaggi televisivi del film e la posizione della tua recensione sui motori di ricerca di Google.
    E qua mi scatta qualcosa.
    Ma te come fai a vedere le 3550 visite?
    Non metto in dubbio che tu le veda eh...quello che metto in dubbio e quanto questo possa essere un vantaggio in generale per qualsiasi blogger.
    Ti faccio un esempio accaduto un po’ di tempo fa .
    Ricordi il blogger quello che scriveva che avevi otto blog .. qualche giorno fa ha postato un interessante articolo sui “tradimenti musicali” nella fattispecie è partito parlando di American Psyco il libro ed è finito a parlare dei Genesis come testimoni di questi cambi di direzione musicali verso generi più commerciali che però scontentano i fan più puristi e qua il discorso dei tradimenti musicali.
    Un bel post molto ben argomentato ricco e è competente.
    Ad un certo punto interviene il solito amico blogger saccente convinto di avere il blog più letto del mondo e asserisce di avere pure lui affrontato il tema Genesis e Brett ( il killer protagonista del libro non ricordo adesso il suo nome) ..basta scrivere “questione Genesis e Brett” e il motore di ricerca ti mette al primo posto il suo post.
    Ecco dopo che il caro blogger asfalta il blogger che mi sta sui coglioni nella maniera più intelligente possibile , vado a leggere sto benedetto post in cima ai motori di ricerca.
    In effetti è primo ma se lo leggi ti cascano le braccia.
    E non lo dico per lisciare l’altro , lo penso veramente.
    Un post”ino” di venti righe che come si dice dalle mie parti , ti toglie la sete con l’acqua salata.
    Questo per dirti aldilà della mia antipatia personale ..ma quanto si può far affidamento sui risultati dei motori di ricerca?
    E quanto poi possano effettivamente soddisfare le tue esigenze di ricerca.
    Al di là del tuo post specifico eh...che sarà interessantissimo ( quando lo leggerò ti dirò se lo penso veramente-:) devo decidermi a vedere il film , poi è pure su Rai play ho letto da fb).
    Per dirti io mi son un po’ scazzato le palle di leggere di blogger che dicono che hanno cento trecento mille visite a post vecchi anche di tre quattro anni...che se non lo dicono loro in un post manco sappiamo dell’esistenza.
    E poi perché gioirvi?
    Capisco per soddisfazione personale.
    Ma mi chiedo quanto siano reali sti dati.
    A volte penso a Google come un grande papà magnanimo con tutti i suoi figli , che per far contenti tutti fa credere cose che poi non ci sono nella realtà.
    O magari ce la tendenza a mistificare mah..?
    Scusami per lo sfogo.
    Ciao

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    1. Max, si vede che conosci poco l'argomento, ahah

      Le visite le vediamo nelle nostre statistiche, come tutti. E google non è collegato a blogger (la piattaforma che ci ospita), google è un motore di ricerca. Quindi se sei in cima...sei in cima, è evidente, in che senso "ti fa credere?"

      ed è ovvio che se sei in cima invece, che so, in seconda pagina ti cliccheranno il 10000% in più, te stesso clicchi le cose che ti compaiono nella prima pagina e non nella seconda

      questo non significa che in prima pagina ci sono le cose migliori, anzi, quasi sempre i post più belli sono nascosti

      il mio post era solo per dire alla gente che è inutile spendere soldi o cercare trucchi per essere in cima, tanto nessuno sa come funziona google

      mica era un discorso di meriti, i miei pezzi saranno anche i peggiori di tutto internet, eppure senza che faccio niente son posizionati in alto

      l'equazione valore dei post = posizionamento non esiste, ma nemmeno lontanamente

      ma mi fanno tenerezza quelli che spendono soldi e cercano trucchi per essere trovati e magari tralasciano la cosa piùm importante, scrivere

      in ogni caso le visite sono dati oggettivi, chi se ne vanta cazzi suoi, io ne ho parlato per far capire alla gente che tutto quello che fanno per averle è inutile, sarebbe molto più importante scrivere col cuore o con la "testa" che prescinde dalle visite

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  20. Sei stato più fondamentale con la tua risposta di quello che credi ahahah!!!
    Si sì conosco davvero poco , per questo faccio domande.
    Son curioso.
    Sulla tua chiosa non si discute.
    Grazie mille

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    1. ora son curioso (io curioso? non mi capita mai) de sapè dove è sto post che dici e chi è sto blogger megalomane

      ma se non me lo dirai non importa, tra 7 minuti me so già dimenticato ;)

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  21. Se ti sei dimenticato rileggiti sopra 😁

    Allora il post dove il tipo megalomane fa sfoggio della sua sapienza è questo

    https://fumettidicartarchivio.blogspot.com/2021/01/cambiamento-o-tradimento-dubbi-musicali.html?m=1

    Perché c’è l’ho tanto con lui .
    Vatti a leggere questo.
    Indovina di chi sta parlando?

    https://www.ferrucciogianola.com/2019/02/un-bloggaggio-di-nome-otium.html?m=1

    Quello che è successo dopo ( uno scontro più o meno diretto lo trovi qua:

    https://mikimoz.blogspot.com/2019/05/importanza-del-blogroll.html?m=1

    Però da Miki devi leggere tanto

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    1. madonna, voi non state bene ;)

      giusto 3 cose

      che sei un rompicoglioni è vero, ma più va avanti più scopro che hai fatto danni ovunque, ahah

      ho letto il post di quel blogger (madonna, offese pesantissime, credo è la prima volta che io leggo cose così pesanti su un blog) che un paio di altri suoi post

      posso solo dire "no comment", è meglio...

      da Miki ho letto qualcosa

      io ti conoscevo solo come un amico che ogni tanto si diverte a creare scompiglio, se mi sposto da casa mia ti trattano tipo L'Anticristo, ahah

      comunque incommentabile quello lì

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  22. L’Anticristo addirittura...preferisco essere un demone kandariano se posso scegliere😂
    Comunque non ho fatto danni ad altri , non so cosa hai letto.
    Se si parla di danni e se se effettivamente ci sono li avrei fatto solo a lui.
    Poi però c’è riuscito lui da solo a farsi terra bruciata attorno.
    Adesso capisci anche i commenti di L. su Megan ..dove mi ha riempito di parole ahahah!!
    Perché vorrebbe far da paciere ma io ormai son de ferro!
    Questo è l’ultimo post dove ci ho avuto a che fare con il tipo.

    https://lilladoro.blogspot.com/2020/11/sto-con-la-pausini.html?m=1

    Era un post sulla morte di Maradona e il femminicidio .
    Lui va a commentare ..gli risponde un tizio e poi si cancella il suo commento.
    Allora arrivo io a scassare i marroni , poi mia blogger in mia difesa ahaha e poi la L.
    Un casinò insomma...
    Comunque ho capito che leggi poco e male di quello che ti segnalo ahahaha!!!
    😂

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    1. Beh, non me pare...

      ho letto il primo post che hai messo, ho letto addirittura 3 post de quello e non solo l'unico post che mi hai messo, ho letto una trentina di commenti da MikiMoz, direi ho letto pure tropppo :)

      st'ultimo blog che mi hai linkato non so di cosa parli ma una cosa è sicura, è un attentato agli occhi dei lettori, ahah

      per il resto ho leggicchiato i commenti sotto, ora capisco più cose ma in generale dopo un pò trovo noiosissimo la gente che litiga

      poi quel blogger non è manco simpatico, è proprio l'opposto mio sia come gestisce il blog che come carattere che come scrive

      comunque lui è convinto che tutta italia lo legge, bon per lui ;)

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  23. "dopo un pò trovo noiosissimo la gente che litiga"

    Mi chiedo spesso il perché?Che senso ha tutto questo ?Dove conduce ?Non si sta più in pace con se stessi e con il prossimo a fare del bene più che a fare del male?Ma sappiamo davvero farla questa distinzione?Dentro noi stessi ,cosa proviamo ,come è cosa sentiamo? Perché sono qui io?Cosa o chi mi ha condotta qui?

    LA GENTE CHE LITIGA !

    Uno dei migliori film della nostra quotidianità....


    L.

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    1. In realtà a me attira molto "la rissa", sia verbale che, ad esempio, in tv

      ma deve esser breve e avere dei lati in qualche modo ironici, altrimenti, come detto, mi annoia e infastidisce

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  24. Se mi fermassi alla prima frase onestamente mi preoccuperei ;)perché si ricadrebbe il quella forma del voyeurismo e dal bearsi nel vedere ogni risvolto del litigio ...entrando in una sorta di scambio di ruolo tra attori e spettatori .E così ci troveremmo in tutti gli effetti scenografici di Interruptium scegliendo il ruolo che vorremmo interpretare o no?

    Sulla seconda parte ,ho sorriso ma non per le litigate che accadono nel grande fratello che la TV ci offre...ma per tutte le volte che vedo quelle commedie di De Filippo e Totò...


    A presto

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    1. Io odio litigare, mi stanca e mi fa paura, forse perchè ho passato un'infanzia a sentire a farlo ai miei, mettendomi a piangere sotto il letto come si suol dire

      E' anche vero che il mio completo rifiuto al litigio purtroppo mi porta a chiudermi e questo spesso non va bene, e l'ho pagato

      detto questo confermo che se non riguarda la mia vita mi "piace" veder litigare, sia in maniera scritta che visiva, semrpe se quel litigio prende le connotazioni del "trash" o dell'ironia

      se diventa pesante, lungo e cattivo non mi diverte più

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  25. Non solo è odioso litigare ma fa proprio male alla salute...e quando vedo come gli altri ci si ammalano ,tipo quando stanno per ingoiare una sostanza velenosa dove da lontano riesci a leggere il contenuto e chi è alle prese nell'ingoiarne senza aver letto il foglio illustrativo ...beh altro che trash...li vuoi intervenire ne vuoi bloccare il danno.Ma ho anche imparato che sei un condannato ad osservare ,senza poter e dover agire...evidentemente sotto questo aspetto la parte spirituale di queste persone dovrà essere ancora allenata al punto da capire da sé il danno che può produrre.Tutto qui ...e ancora una volta ringrazio e mi scuso per il fuori tema del post ...ma tema centratissimo nella nostra quotidianità virtuale e reale..

    In fin dei conti a me personalmente non viene in tasca nulla investo in cuore a mie spese,questo è il raggiungimento della libertà di amore incondizionato ...e vada pure per madre Teresa di Calcutta:))

    L.

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    1. sì, litigare, specie tra persone che si vogliono bene, è terribile

      ma anche come faccio io, ossia chiudermi per evitare il litigio, non fa bene, anzi...

      è tanto difficile fare la cosa giusta, come al solito la via di mezzo è sempre la migliore, anche perchè in ogni rapporto la parte più bella è lì, nella via di mezzo, nel punto di incontro, anche partendo da posizioni o caratteri opposti (che non devono essere modificati)

      ma son cose che si imparano sempre di più, la vita - per chi sa coglierne gli insegnamenti - è un continuo imparare

      come dico semrpe non esistono off topic, anzi, a me danno fastidio i topic, l'opposto, non ha senso creare zone o luoghi per precisi argomenti, il dialogare tra persone non deve avere regole o paletti

      alle prossima

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