5.8.19

Del Pasto Negato, o anche l'Odissea di due amici usciti per pranzo (probabilmente la puntata numero due de "La lampadina da cambiare")


FLESC BEK

C'è Roberto Palloncini a casa mia.
In realtà è quasi sempre a casa mia.
Probabilmente a casa mia c'è più fiato de Roberto che aria normale.
Il giorno prima de ieri era andato in farmacia per comprà quel farmaco che serve quando te e il bagno diventate amici troppo stretti.
L'ho fatto entrare perchè c'era una sola persona dentro.
E' uscito dopo più de 20 minuti.
S'è trovato davanti uno che c'aveva il pus al piede, che per capì che cazzo comprà s'è fatto visità il piede dalle farmaciste, che è stato du ore a raccontà quello che glie era successo, che provava i farmaci lì in diretta e cose varie.
Alla fine ha pagato col bancomat tanto che avrei potuto chiamà sta piccola storia

DAL PUS AL POS

ma non è questa la storia di cui vorrei parlarvi, questa è solo per divve che a Roberto sembrava già assurda la sua.
Non era niente

IL giorno dopo del giorno prima de ieri, ovvero ieri, decidemo de andà a mangià fori Perugia.
Partimo a caso con la macchina, aspettando una mia intuizione.
L'intuizione arriva, ovvero La Locanda Paradiso a Sant'Egidio, un posto dove spendi 14 euri e mangi tutto quello che vuoi, spettacolare, una specie de all you can eat ma umbro (o almeno penso sia ancora così, non ci vado da 3 anni).
Arrivamo, è aperto.
Entramo.
In realtà ce stavano a magnà ma era la famiglia del proprietario e basta.
Ce dice questo.

"Semo aperti

lunedì pranzo e cena
martedì pranzo e cena
mercoledì pranzo e cena
giovedì pranzo e cena
venerdì pranzo e cena
sabato pranzo e cena
domenica cena

ieri era domenica a pranzo
La mia mente crea subito l'immagine di 1/14 de possibilità che succedesse questo.
Ed è successo.
Glie chiedemo se da quelle parti c'è un altro ristorante al volo, perchè sono le 13.50.
Lui ce dice

"C'E' LA TAVERNA DELL'ORSO APPENA PRIMA DE RIPA MA NON CREDO CHE A QUEST'ORA TE FANNO MANGIA', SARA' CHIUSA LA CUCINA"

(metto il maiuscolo per quello che accadrà dopo)

andamo a sta cazzo de taverna dell'Orso.
La faccio breve, il ristorante ha 280 coperti e sono TUTTI occupati, TUTTI.
No, pure peggio, c'era un tavolo per due che hanno preso mentre parcheggiavamo.
Mi sembra incredibile, quello ce diceva che a st'ora era tardi e invece vedemo 280 persone che magnano e, addirittura, nessuna che se sta per alzà, sembravano tutti arrivati a quell'ora.
Andamo via.

Incontramo un omino per strada e glie chiedemo se c'è un ristorante nelle vicinanze.
Lui ce dice de sì, che dovemo superà Ripa, andà verso Pianello (ah, non v'ho detto che pur essendo tutte zone a 20 minuti de Perugia io mai stato in vita mia) e poi c'è il ristorante Maggino.
Andamo.
A 5 minuti dall'arrivo sento Roberto che urla guardano il cel:

"NON CI CREDO, E' CHIUSO!"
Io che già avevo sulle spalle le vicende Paradiso e Orso non ce credo.
Ma poi arriva il montante.
"INTENDO DEFINITIVAMENTE!"
 Insomma, controllo e sì, Maggino è chiuso definitivamente.
A soli 5 km di distanza ce hanno consigliato un ristorante che non esiste più.

Uno l'avemo beccato nell' 1/14 che era chiuso
L'altro 280 persone su 280 sedute.
L'altro non esiste più.

Sono le 14.10 e allora decido de andà a Ripa (mai vista in vita mia), borgo molto bello e anche relativamente grande.
Decidiamo di andarci perchè ormai stremati ce accontentamo de un bar.
Parcheggio fori dalle mura, entramo.
Quello che accadrà nei successivi 20 minuti è un qualcosa che non ho mai visto in 42 anni.
Giriamo tutto il centro storico, non trovamo un singolo ristorante (e vabbeh, ormai ero sfiduciato), non trovamo un singolo bar (e sta cosa mai vista in un centro storico grandino) ma, GIURO, non vediamo una singola persona, UNA, UNA.
Ma non dico per strada eh, ma manco alla finestra.
Dopo 15 minuti surreali Roberto decide di fare un piccolo video per dimostrare la cosa, ma è solo due minuti su 20 e giusto 3 vicoli

il video ve l'avevo caricato qui ma Blogger me dice che è troppo grosso, se qualcuno sa come risolve me contatti

Ad un certo punto vedemo na ragazza seduta, quasi urlo de gioia.
Ce avvicinamo e a rendere tutto quello che stava accadendo ancora più incredibile ed inquietante vedemo che è fatta de legno, seduta su una panchina.
Purtroppo Roberto ha perso questo documento ma se andate a Ripa lo vedete.
Decidemo de scappà via, tornà a Perugia.
Passamo per Ponte Valleceppi e vediamo un bar grandissimo con tutte sedie fori.
Ci avvicinamo con la bava alla bocca, avremmo mangiato anche le sedie o i sandwich de un anno prima.
Anche perchè, non ve l'ho detto, tutte ste cose so successe a 38 gradi.
Il cartello fori dice grande 

CHIUSO IL LUNEDI'

quindi è aperto

arrivo sulla porta come quando c'hai la cacarella e trovi finalmente un bagno.

NON SE APRE, è chiuso

Roberto decide de chiede perchè all'agenzia de scommesse a fianco ma c'è na cinese che a malapena lo capisce.
Fuggiamo via per la milionesima volta.
Troviamo la superstrada interrotta, il navigatore ce fa fa strade a pendenza dell'80% piene de buche (ho messo 400 euri de gomme nove settimana scorsa).
In qualche modo arrivamo a Perugia ma tutto quello che vedo non lo riconosco.
Capisco che so arrivato a Perugia da un lato mai visto.
Poi scoprirò che quella zona è a DUCENTO METRI da una cui vado spesso.
Insomma, come se poco più sopra ce fossero state le mi Colonne d'Ercole.
C'è una pizzeria aperta, Pizza Magic.
Entramo strisciando, pronti a magnà anche la pizza co la sugna.
E beve, beve, beve.
Ci sono i due proprietari, ce dicono che hanno chiuso mezz'ora prima.
Io mi butto in terra, Roberto glie chiede almeno da beve.
Quello porello dice che proprio non ce pò vende niente ma va a prendece na bottiglia de coca cola e ce la mette in du bicchieri de carta.
Almeno avemo bevuto qualcosa.
Usciamo, famo quei 200 metri e io riscopro la mia Perugia, quella che conosco (zona Monteluce).
Sono le 3 meno 10 ma ormai siamo a Perugia, il primo bar glie magnamo anche la cameriera.
Arrivamo quasi per caso all'Arco Etrusco, poi in Corso Garibaldi, quello dove ce sono tutti locali etnici.
E, a differenza di tutti gli italiani che avevamo incontrato (tranne la taverna dell'Orso dove probabilmente erano andati a magnà tutti gli umbri) sono TUTTI aperti.
Cinesi, thailandesi, greci, tutti.
Però sono le 3, la fame è tanta ma al tempo stesso quasi passata per alzata de bandiera bianca e mangià pesante non vogliamo.
Stiamo per andare a un bar quando il mio occhio vede

RISTORANTE AFRICANO

mai visto prima a Perugia.
E' infatti aperto da soli 20 giorni.
Quasi con vergogna chiediamo al titolare, una specie de eritreo 50enne con gli occhi chiarissimi, se potemo magnà qualcosa.
Certo, dice lui, accomodateve.
Il locale è carinissimo, come copertina del post ho messo un angolo.
Ce sedemo increduli, finalmente magnamo, sono le 3.
Ce porta il menù, molto interessante e povero, giusto 15 piatti.
Glie ordino il primo
Non c'è.
Il secondo.
Non c'è.
Il terzo.
Non c'è.
Insomma, birillo o baralla glie chiedemo 8 piatti e ce n'è solo uno, quello misto che vedete in foto.


Roberto glie chiede la loro birra africana.
E' finita, dice.
Io lo prego de non chiede più niente, magnamo e fuggimo per sempre da sta domenica maledetta.
Magnamo, è bono, sapori diversi ma la cucina umbra rimane sopra.
E poi dopo esse partiti all'una e 20 per mangià umbro a 30 km da Perugia ritrovasse dopo du ore a mangià africano a Perugia è assurdo.
Andamo a pagà, chiedemo il caffè, dietro c'è una bella macchina Illy.
"E' rotta", ce dice lui.
Insomma, su 10 richieste, tra magnà e beve, ce n'era solo una.
Usciamo.
Entramo in un bar per beve il caffè.
Ad un certo punto arriva proprio l'africano proprietario del ristorante.
"Ve li pago io i caffè", ce dice

un finale bello ma che rende ancora più surreale una delle giornate più surreali della mi vita

sono le 3.40, lascio Roberto in centro per fa i palloncini e me ne fuggo a casa

grazie vita

19 commenti:

  1. Ieri, a ricordo della giornata, avrei dovuto realizzare un palloncino a forma di ristoratore eritreo con gli occhi azzurri, o forse la replica di quella ragazza di legno assurda vista a Ripa, che mentre giravo il video, ma come ho scoperto solo oggi, mi ha mandato in palla il telefono facendomi credere ancora di più di essere finiti in quel vecchio episodio di Ai confini della realtà dove c'era quel tipo che rimaneva l'ultimo superstite della Terra.
    Vabbè Giuse' nonostante tutto il caldo, la sete e la fame almeno ce semo fatti tante risate...

    Momenti per me indimenticabili i due gatti (che con noi facevano quattro) sbucati all'improvviso da dietro quel muro che facevano quasi da scorta alla tipa seduta e te che la noti e fai: "Aspe', c'è 'na ragazza seduta...chiediamo a lei" ma poi guardi meglio, realizzi e urli: "Ma che cazzo! È de legno!!!" :-))))

    Te che urli "Non vi serviranno, avranno sicuramente la cucina chiusa... Vada un po' a dirlo a tutti quei 250 affamati che presidiano i tavoli!"

    Poi il momento de bontà, pietà e carità umana del gestore di Pizza Magic, che mosso a compassione da due poveri assetati in giro sotto il sole da un'ora e mezza ce versa la Coca Cola dal bottiglione...
    io che volevo comprargli la lattina ma lui no, non le aveva o non so perché non voleva vendercele (e manco me lo chiedo!) ma solo regalarcela e te che roteavi gli occhi in alto dicendo sottovoce "che figura... che figura...".

    E poi soprattutto lui, il nostro Salvatore eritreo, il nostro Gesù rasta personale, che però non moltiplica pani e pesci, ma semmai te dice che so' appena finiti.
    Quell'assurdo e incredibile incrocio tra Bob Marley e Paul Newman che aveva aperto solo pochi giorni prima dopo vent'anni che sognava di aprire un localino a Perugia, ma che forse non si è ancora reso conto che dovrebbe avere qualche piatto in più da offrire agli avventori, compreso il caffè ("Ah già, scusate, la macchina non funziona, devo ricordarmi di avvisare il tecnico...") ma che poi è così gentile e generoso da pedinarli fino al primo bar e offrirglielo, come per scusarsi delle varie mancanze...
    Non nel senso di poca attenzione al cliente, ma proprio che non c'aveva da magna'!
    E però se ricordi cerca anche di confonderti col doppio menu con piatti diversi (ricordi che io te dicevo "ma 'sto piatto che dici dov'è?" e tu: "È qui, non vedi?" salvo poi renderti conto che la lista era uguale tra antipasti, primi e secondi, ma diversa come pietanze (anche 'sta cosa stranissima, ma ieri poteva accade' di tutto...) e lui che ce fa candido: "serve per mostrare più roba ai clienti" (si ma cazzo , però poi cerca di dargliela davvero e non solo mostrarla in foto!).
    Ma poverino, sono errori di gioventù... Ha aperto solo da venti giorni dopo vent'anni che lo sognava.
    Noi tra vent'anni torneremo da lui sognando che ci dia anche altro cibo e magari un caffè fatto da lui, ricordando divertiti l'incubo di ieri. ;-)

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    1. ahah, controracconto perfetto

      è vero, la cosa dei due menu l'ho dimenticata

      ma è stata pure peggio, ha detto "è lì il GIOCO, fare vedere più piatti e divertirsi con menu diversi"

      il problema è che non ce n'aveva uno de piatto :)

      ma onore a lui, alla sua gentilezza e ad averci salvato

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  2. Applausi, Gogol se la sogna una storia di sconfitta contro la società come la vostra. Mi ricorda il viaggio allucinante che facemmo io e mio zio a Pasqua: dobbiamo andare in un paesino dove fanno una sagra, cibo rustico, all'aperto, tutto bene. Non fosse che la facevano a cena, non a pranzo. Quasi distruggiamo la macchina per scoprire un parcheggio vuoto, ma ce ne andiamo. Sarà l'inizio di un'arrampicata sulle Alpi venete, fermandosi di paese in paese, trovandoli tutti strapieni e uno chiuso per sempre, con sole a picco e strade dove non c'è un cane (ovvio, tutti a magnà). Io che rifiuto a muso duro il bar, mio zio che non vuol tornare a casa.
    Alla fine troviamo un'osteria, rustica, nascosta in ombra, piccola ma semivuota. Non ho mai mangiato alla veneta volentieri come quel giorno.
    La tua storia però è molto più surreale, mi inchino.
    Enrico

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    1. ahah, fantastica anche la tua


      sembra identica a parte il finale tuo non etnico ;)

      ma la cosa dell'intero paese per 20 minuti vuoto e dell'unico abitante che è de legno non ce l'ha nessuno, ammetto

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  3. Ahahhahahhahah bellissimo! A Ripa è roba da "Noi siamo leggenda".
    Però pure quando sei venuto a Cremona i ristoranti tradizionali ti hanno boicottato... Forze oscure stanno tramando contro di te, Giuseppe?

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    1. da sempre amico

      ma il Bene (e il Cibo) avranno sempre la meglio

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  4. Il piatto non sembra proprio invitante!
    Non ho mai mangiato africano.
    Ma onore al redemption man con gli occhi di Newman.
    Almeno qualcosa avete magnato...io fra quelli che avete elencato salverei solo la coca.
    Non c’erano le fontanelle d’acqua nel vostro percorso?;)
    Non ricordo “ La lampadina..:”

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    1. in effetti nella foto sembra quasi un mischione monocolore...

      in realtà era buono, ovviamente molto speziato

      certo in Umbria abbiamo di meglio....

      il nostro percorso è stato sempre in macchina, al massimo una fontanella potevamo cercarla a Ripa ma credo non c'avevano manco quella

      la trovi sotto "la lampadina da cambiare....", su google dovrebbe uscire

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  5. Più che mischione monocolore dalla mie parti si dice Pastone per i maiali;)
    Senza offesa per Paul Marley.
    Spero non legga sto commento.

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    1. no, la cucina africana è di valore invece, alcune cose le fanno anche meglio de noi

      oddio, pò esse, se un lettore de perugia lo conosce magari glielo dice ;)

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  6. Anche se cerchi "la lampadina da cambiare" col "cerca" qui sul blog appare... Io prima l'ho letta così.

    A Ripa l'unica fontanella che possono avere sarà fatta di legno e al massimo zampilla trucioli...

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  7. Dovete tirarci fuori un film,assolutamente.

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  8. Sembra un episodio di The incident :-)

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  9. Fantastico. Credo che in piccolo sia accaduto anche ad altri. Cominci con un locale che non ha posto e finisci là dove non saresti mai entrato.Ma qui si supera ogni immaginazione. E poi i protagonisti. Mi fanno già ridere così.

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    1. sì sì, vero, in piccolo o in medio capita...

      così però non mi era mai successo :)

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  10. Dovresti raccontare anche di quel sabato sera di pioggia che abbiamo provato 7/8 ristoranti diversi, per poi finire in... E, lì il caffè, ce l avevano, purtroppo!

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    1. le due vicende si assomigliano tantissimo ;)

      ma una però, quella che dici, era un filo più standard fino al finale, semplicemente tanti locali chiusi per festivività

      ma quello dove poi si è mangiato forse lo batte anche ;)

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