25.2.20

I Film Della Quarantena - Giorno 1 di 30 - "Tous le Dieux du ciel" - Guardaroba


Cominciamo questa nuova iniziativa, questa specie di Decamerone di film, questo provare a darvi ogni giorno uno spunto cinematografico interessante.
Come vi dicevo ieri in queste 30 proposte ci saranno film che vedrò al cinema, altri su Netflix, altri su Prime, altri ancora su file (del Guardaroba off course), altri ancora saranno film che ho visto anni fa e vi ripropongo (perchè vederne uno al giorno è per me impossibile).
Cominciamo con un film del Guardaroba, "nostro" (troverete il link nel gruppo fb o telegram). E anche domani ne avremo un altro sottotitolato da noi.


E cominciamo col botto.
Tous le dieux du ciel lo vidi al ToHorror dello scorso anno.
Ne restammo tutti abbastanza sconvolti, sia per il valore dell'opera che per il coraggio e la delicatezza della stessa.
Da circa 20 giorni avevamo in mano il file, lo abbiamo finalmente finito di tradurre oggi e ho pensato che non ci potesse essere miglior titolo per cominciare questa nuova avventura.
Opera scomoda, controversa, coraggiosa, che racconta il rapporto tra un uomo e la sua sorella gravemente handicappata.
C'è tutto per fuggir via, ma se "crederete" al film e al bisogno che c'è dietro di esser stato girato vi troverete davanti a qualcosa di molto profondo, toccante, reale. In una cornice che si fa anche metaforicamente fantascientifica un film sull'Attesa di qualcosa che arrivi dal cielo (come Melancholia e Take Shelter), un film sull'Attesa di qualcosa che possa salvarci, un film sull'amore sbagliato, sulla dipendenza, sui legami nati nel dolore.
Difficilmente lo dimenticherete.

Ma ecco, per chi volesse, la recensione dell'epoca

presenti spoiler

LO RIPETO, IL FILM SARA' PRESENTE NEI NOSTRI CANALI TELEGRAM E FACEBOOK

PER QUESTA VOLTA METTO IN FONDO ALLA RECENSIONE IL LINK MA QUANDO TRA UNA SETTIMANA SCADRA' LO TROVERETE SOLO SUL GUARDAROBA

Non so se sarà il più bel film del concorso (forse sì) ma di sicuro Tous le Dieux du ciel sarà il più coraggioso e controverso.
Siamo in un cinema "estremo", al limite dell'etico e del non etico (la sorella handicappata è realmente in quella maniera), un cinema che ha bisogno di un patto con lo spettatore, quello per cui o si crede al regista, al suo bisogno interiore di raccontare una storia così fastidiosa e dolorosa (e io gli credo), oppure no.
Non a caso lo stesso regista Quarxx - presente in sala - ha detto di sperare che il suo film lo si ami o lo si odi. Dopo averlo visto capisco benissimo perchè l'abbia detto.
Quello che è certo è che questo è un film che non può lasciare indifferenti.

Siamo in Francia, in una non meglio precisata comunità rurale. 
Un posto di cieli e grano (e in tal senso ci saranno almeno un paio di god view - mai tecnica poteva come qui avere nome più pertinente - davvero pazzesche).
Lo spettatore vive un prologo che lo lascia atterrito.
Due fratelli giocano con una pistola. La caricano, cercano il modo per premere il grilletto.
Tutto è naturale, talmente naturale che la tensione è pazzesca.
E sì, tragedia ci sarà, anche se non "definitiva".
Forse, sarebbe stato meglio lo fosse.


Anni e anni dopo Simon vive in un casolare semi-abbandonato dove accudisce sua sorella Estelle, gravemente handicappata sia fisicamente che mentalmente.
Le legge racconti la sera, la lava, le parla, fa tutto il possibile.
La tremenda cicatrice sul volto di Estelle può far subito collegare la vicenda al prologo ma, tranquilli, il legame ci verrà esplicitato a metà film per chi ancora non l'avesse colto.
Simon è semidepresso, in fabbrica se ne sono accorti e vogliono farlo smettere di lavorare, e in più lotta con gli assistenti sociali per non farsi "portar via" la sorella.
In realtà in lui è presente, però, una latente euforia perchè è convinto che dai cieli stia arrivando qualcuno o qualcosa che farà finire tutto questo dolore.
Ne nasce un film sull'Attesa come lo furono i meravigliosi Melancholia e Take Shelter.
Come fu per Justine nel film di Trier anche Simon aspetta qualcosa dal cielo in un modo "sereno", febbrile e salvifico.
Ma se nel film del maestro danese non era difficile capire la metafora qua è molto più arduo.
Simon, e lo capiremo sempre di più mentre il film avanza, non ama realmente la sorella, semplicemente pensa di fare il meglio per lei per contrastare il suo tremendo senso di colpa. E' un amore malato, una specie di dipendenza da quel corpo inerme che personifica il suo imperdonabile errore. Probabilmente Simon è al limite della follia e solo il "Cielo" potrà salvarlo. Quegli alieni diventano una specie di Dio (vedi il titolo) cui affidarsi, l'ultima speranza per salvare due esistenze che con la Vita e la felicità non c'entrano più niente.
Non c'è più nessuna cosa nella Terra e nel cuore di Simon per avere un briciolo di speranza, l'unica soluzione è credere che ci sarà qualcosa di sovrumano a risolvere tutto.
Ne nasce un film che sta al confine tra una dimensione reale e dolorosa e una fantascientifica e inquietante.
E, in tutto questo, il regista riesce anche nel miracolo di regalare sequenze comiche, altre surreali (il polpo), personaggi secondari strepitosi e momenti quasi lirici.
Mi riferisco specialmente alla scena in cui Estelle piange, a quella in cui si sente sott'acqua (mentre il fratello la sta strozzando) e a tutte quelle riguardo l'impossibile amicizia tra la giovane bambina ribelle ed Estelle. Praticamente un'amicizia tra coetanei visto che la vita di Estelle finì a 8 anni.
Momenti di incredibile grazia e sensibilità quelli che le vedono coinvolte ma anche aspetto funzionale alla trama visto che è proprio grazie a quella splendida bimba che capiremo che Estelle, in realtà, non è mai stata paralizzata, semplicemente ha raggiunto quella condizione di semi-paralisi per colpa dell'amore morboso e del senso di possesso del fratello, bisognoso di avere quel corpo fermo lì, tutto per lui, per potersi raccontare di essere un uomo migliore di quello che è.
Tous le Dieux du ciel è un film bellissimo da vedere, con una fotografia superba e dei movimenti di macchina di grandissima classe. Il suo punto di forza però è questa sua "morbosità", questo suo far sentire lo spettatore sporco (penso alla scena di sesso) ma al tempo stesso, nemmeno troppo latente, c'è una umanità, una grazia e una sensibilità rare che rendono il film molto emozionante.
Anche molte scene tra Simon e la sorella (vedi quella della vasca) riescono in questo intento, e se pensiamo alla negatività del personaggio di Simon questo rende merito a una sceneggiatura davvero notevole, capace di porci dubbi e non darci mai sensazioni chiare.
Non tutto è perfetto, ci sono sottostorie evitabili (la fabbrica e lo psichiatra potevano anche prendere meno spazio), c'è una parte centrale con ritmo un pò bloccato e c'è sempre quella sensazione di stare assistendo a un film "sbagliato", che non doveva esser girato o che noi non dovevamo vedere.


Tra l'altro quando a fine film il regista ha detto da dove ha preso ispirazione, quel senso di "dolore" e inumanità provato per tutto il film, se possibile, si è ancora più acuito.
Ci saranno molte scene violente (il foglietto nella mano, l'omicidio dell'assistente sociale) e la bellissima sequenza in visore notturno per arrivare a un finale sorprendente che, forse, ci darà la chiave per capire meglio il film.
C'è un'altra tragedia. Ma anche stavolta niente sarà definitivo.
I ruoli sono ora ribaltati. Simon è l'handicappato, Estelle ha ritrovato una parziale indipendenza e autonomia che, a posteriori, rendono ancora più criminali i 20 anni che il fratello le ha fatto passare a letto.
Simon si sveglia. 
Estelle è da sola con lui e in una scena davvero "horror" (anche quando usa il linguaggio dei segni è veramente inquietante) cerca di ucciderlo.
E' una reazione normale, di vendetta, una reazione che addirittura le stesse suore avevano preventivato ("sarà Estelle a decidere la sua fine").
Il tentativo va a vuoto, e poi accade l'impensabile.
Estelle, adesso, accarezza il fratello, dorme con lui, lo bacia, lo accudisce.
Il ribaltamento dei ruoli è davvero da pelle d'oca e, credo, una genialata di sceneggiatura.
Ma tutto quello che stiamo vedendo non è un semplice colpo di scena o il voler chiudere un cerchio attraverso il ribaltamento.
No, quello che stiamo vedendo è probabilmente quello di cui parla il film, ovvero il racconto di un amore malato, di una dipendenza, di un bisogno fisico dell'altro, di un'impossibilità di esistere se non in due, loro due insieme.
E' un insegnamento coraggioso, fastidioso, difficile da comprendere ma che fa parte dell'animo umano e questo film l'ha saputo raccontare con una forza impressionante.
E forse quella stanza finale, quell'Universo, non è altro che questo, una stanza dove vive un sentimento sovrumano, non razionale, che trascende le nostre coscienze.
Estelle e Simon saranno sempre legati e anche se il loro legame è fatto di tremendo dolore e tanto odio quello è il loro mondo.
Il loro Universo

LINK


12 commenti:

  1. Grazie mille, attendo di vederlo (grazie a te) prima di leggere la tua rece.
    Blissard

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    1. assolutamente amico

      puoi non leggerla manco dopo ma vedi il film ;)

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  2. Beh, mi ha basito davvero, questo. Grazie per la condivisione, un film bellissimo sulla colpa. Quanta salvifica follia. Ora mi ascolto un pò di radio...

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    1. ma te non sei sul Guardaroba?

      che ne abbiamo condivisi 120...

      film su tante cose, davvero coraggioso e delicato

      bene!

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  3. Idea niente male, questa rubrica o iniziativa che dir si voglia. ;)

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    1. non so manco io che è, solo che molto difficilmente rispetterò la promessa, ahah

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  4. Ma ho scaricato il film...i sottotitoli sono in inglese?
    O ho sbagliato io qualcosa?
    Ciao

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    1. si vede che non sei del Guardaroba ;)

      i sub italiani sono a parte, hai scaricato due file

      devi aggiungerli

      purtroppo però quelli inglesi "sotto" non sono eliminabili, per adesso questa è l'unica copia

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  5. Non ho capito .
    Io ho scaricato il link che hai postato te.
    Con sottotitoli in inglese .
    Per averli in italiano dovrei iscrivermi al Guardaroba?

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  6. O li ho scaricati e non li ho aggiunti?
    Caso mai riproverò...mi sembra di averli aggiunti però, io con i film scaricati utilizzo VLP e me tocca vederli dal Pc

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    1. esatto, in quel link ci sono due file, film e sub ita

      VLC, tasto destro "aggiungi sottotitoli" e li aggiungi

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  7. Una volta su Alabama & Monroe mi dicesti di considerarli come un unica entità bisognerebbe fare lo stesso con Estelle e Simon ?
    Visto il film , letta la tua rece che dirti..credo di essere abbastanza in sintonia con il tuo pensiero.
    Il film non mi ha lasciato punti oscuri ...anzi è tutto molto chiaro , lineare non so se questo può essere considerato un difetto?
    Mi piacerebbe recuperare il corto in qualche maniera per capire come Quarxx sia riuscito ad incastrare il resto della storia.
    Se pensi che il corto dura quaranta minuti...ho visto i vari teaser presi dal web e azzardo che la parte aggiunta per fare il film sia quella che riguarda la storia di Zoe, la bambina ribelle.
    Anche il quadretto famigliare , molto comico tra i due contadini e la donna che parla inglese credo siano un aggiunta.
    Poi la cosa divertente è capire quali sono quelle scene che non aggiungono niente al corto ne tolgono niente allo svolgersi della storia.
    Forse anche le sedute dal dottore sono un qualcosa di più.
    Penso alla scena in cui Zoe fa cadere Estelle sul pavimento e la sprona a muoversi...per me è un aggiunta infatti poco dopo c’è un altra scena che coinvolge solo i due fratelli , con Estelle a terra nella stessa situazione e il fratello che la rimprovera di legarla se ci prova ancora.
    Son due scene molto simili la prima secondo me serve a giustificare la presenza della bambina...nella vicenda.
    Come i flashback di Estelle ragazzina a tavola con la famiglia.
    A questo punto credo pure la scena di Simon a letto con la ramificazione di sangue che gli esce dal petto.
    Comunque un bel film veramente ...alcune scene all’aperto sembrano delle cartoline.
    Vediamo su cosa non son d’accordo con te..
    Quando scrivi che Zoe ed Estelle sono coetanee ad esempio.
    Per me Estelle è cresciuta sia fisicamente che cerebralmente è il fratello che è andato via di testa.
    Le legge le fiabe ma assolda uno a far sesso con la sorella per festeggiare il suo compleanno.
    Cosa che da quello che si capisce non era manco la prima volta che succedeva.
    Forse l’amore malato che nutre verso di lei , il possesso ha il “buon senso” di non sfociare nell’incesto.
    Anche a me ha emozionato molto la scena in cui Estelle piange.
    Devo ammettere che il ribaltamento finale della situazione è il risultato di un errore madornale che ha commesso , non ci vedo niente di salvifico in questa scena...o nel risultato finale.
    Simon semplicemente ha sbagliato nel tentato omicidio e suicidio e adesso ne paga grottescamente le conseguenze.
    Se avesse curato la sorella probabilmente si sarebbe ripresa invece l’ha curata con un amore sbagliato...secondo me è sbagliato pure chiamarlo amore.
    La storia degli alieni per me è una stronzata ma se piace al regista ...gli dei alieni esistono solo nella testa di Simon.

    Magari i segni nel grano sono solo frutto della sua mente malata.
    La salvezza ,l’attesa esiste solo per lui.
    Poi c’è qualcosa che non mi convince sulla risposta che mi hai dato proprio sulla rece originale del film ma te lo chiederò la direttamente.
    Ciao

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