6.1.19

Classifiche 2018 - 4 - I migliori film visti in sala - Posizioni 13 - 1

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Ed eccoci arrivati alla classifica più importante (magari non per me ma per la maggior part dei lettori sì), ovvero quella dei migliori film visti in sala quest'anno.
Intendo i migliori-migliori eh...
Come ho detto nella puntata precedente (posizioni 25-14) questo è stato per me un anno di sala meraviglioso.
Andiamo.

I TITOLI RIMANDANO ALLE RECENSIONI

13° POSTO


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Ultimo film visto al ToHorror.
E proprio come 13imo su 13 arriva il film che mi è piaciuto di più di tutto il festival.
Dog parte come una commedia (a tratti irresistibile) poi piano piano diventa sempre più qualcosa di diverso.
Qualcosa di fastidioso e quasi terribile.
Il finale poi è talmente bello, potente ed inaspettato da emozionare come poche cose viste quest'anno.
Sembra quasi un film greco



12° POSTO



Finalmente io e Wes Anderson ci siamo intesi, senza zone d'ombra.
E per farlo siamo dovuti uscire dai film classici e ritrovarci sulla stop motion.
Di sicuro l'Anderson più adulto, più maturo, più coraggioso.
In una splendida animazione a passo uno un film di fortissima denuncia sociale, un film di deportazioni e razze inferiori, di soprusi e segregazioni, di poteri forti e di esseri ultimi.
Ma anche di amore e desiderio di libertà

11° POSTO


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L'anno era iniziato col botto grazie a lui.
Prova d'attori fenomenale per un'opera sul dolore definitivo, quello che niente può alleviare. 
Brillante e duro allo stesso tempo un grandissimo film che per colpa di alcuni difettucci non si trova più in alto

LA TOP TEN

10° POSTO


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Thelma, appena visto, mi era probabilmente piaciuto meno di alcuni film che ho inserito più dietro in classifica.
Ma poi nei mesi successivi mi è montato dentro, più passava il tempo più lo percepivo grande.
Cinema-metafora, cinema polisemantico, cinema che attraverso pochissimi significanti ci regala un mondo di significati.
Con una giovane attrice straordinaria questo è un film sulla potenza delle emozioni e dei sentimenti, sulla paura-desiderio di cambiare, sulla necessità di liberazione, sulla disperata voglia di esser sè stessi

9° POSTO



L'ho detto più volte, P.T.Anderson non è il mio regista preferito ma è quello che se mi puntassero una pistola in testa nominerei oggettivamente come il più grande vivente.
Ogni suo film non lo percepisco come capolavoro ma, forse, capolavoro lo sono quasi tutti dei suoi.
Phantom Thread è cinema talmente grande da andare al di là dei giudizi.
Paul Thomas Anderson è regista talmente grande da andare al di là dei giudizi.
Una storia di ossessioni, perfezioni, dipendenze, forze e debolezze, gote rosse e coraggio, silenzi e rumori, apparire ed essere, avvicinamento alla morte per respirare vita.

8° POSTO


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In questo anno in cui, a differenza degli scorsi, ho visto pochi film italiani (e io amo il nostro cinema) Dogman è per me senza ombra di dubbio la cosa più grande.
Del resto Garrone è un regista immenso che dovremmo cominciare ad affiancare ai più grandi al mondo.
Film straordinario.
E la scoperta di Marcello Fonte

7° POSTO

THE GUILTY (visione festivaliera)

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Il film più bello che ho visto tra 26 nei due festival di Torino cui ho partecipato.
Anzi, direi che è secondo battuto solo dal titolo appena sotto di lui...
Thriller perfetto, in cui non cambieresti un solo momento, una sola battuta, un solo snodo narrativo.
Teso, ansiogeno, emozionante, umano.
Tutto in una sola location e, praticamente, un solo attore

6° POSTO

CLIMAX (visione festivaliera)

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Con Anderson parlavamo prima di miei registi preferiti.
E c'è poco da fare, con Trier, Lanthimos e pochi altri Noè è nel mio Olimpo.
E anche questa volta (come con Enter the void e Seul contre tous) lo straordinario regista argentino va oltre, dove nessuno osa andare.
E ci regala un trip lisergico girato da Dio, dalla Madonna e da tutte il resto del firmamento.
Un viaggio, l'ennesimo, di un fuoriclasse

5° POSTO



E' forse un film inferiore ad altri grandissimi messi sotto di lui.
Ma The Florida Project è un gioiello come pochi, colorato, brillante, drammatico, mai retorico.
Forse, insieme al titolo appena sotto, il mio film del cuore dell'anno

4° POSTO


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Henry Dean Stanton ci ha lasciato.
Se ne è andato.
Un secondo prima di farlo ha guardato in macchina per l'ultima volta.
Un film sull'andarsene via, sul trovare la serenità per farlo.
Un capolavoro che va al di là del cinema.

3° POSTO


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Io che amo lo sport, le storie assurde, la cronaca nera, il dramma e il grande cinema ho trovato in Tonya tutto quello che desideravo.
E poi con questa Margot Robbie c'è solo da star zitti e ammirare.
Meraviglioso



2° POSTO


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Non raggiunge Dogtooth.
Probabilmente quando l'ho visto avevo la percezione che fosse anche dietro altre pellicole viste quest'anno.
Eppure se riporto la mia mente a questo film c'è poco da fare, Lanthimos ha girato l'ennesimo capolavoro.
Atmosfera unica per una pellicola che è la cosa più vicina a Kubrick che ho visto negli anni 2000.
Un film di colpe e debiti, di errori fatti e cose da restituire, di scienza e fede.
Un film di uomini e Dei.

1° POSTO


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Il più bel film che ho visto quest'anno?
Boh, forse no.
Ma è la più grande esperienza avuta al cinema nel 2018, questo è sicuro.
E maledico che i pochi che riusciranno a vederlo non lo faranno come lo abbiamo fatto noi, in sala.
Perchè di questo parla il film, di palcoscenico e spettatori, e senza quella immedesimazione perde tanto.
Geniale, colto, difficile, unico


5.1.19

Classifiche 2018 - 3 - I migliori film visti in sala - Posizioni 25 - 14

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L'anno 2018 è stato a mio avviso il più grande in sala degli ultimi 10 anni.
Forse è mancato il capolavoro assoluto, è vero, ma ci sono stati almeno 20 grandissimi film.
Per capirsi pellicole che quest'anno metterò oltre il 15imo posto sarebbero state in tutte le top ten degli anni precedenti.
E' anche vero che buona parte dei film che leggerete ha avuto scarsissima distribuzione (6-7 li ho visti a dei festival per giunta) e quindi per quelli di voi che non hanno avuto la fortuna di vederli questo sarà stato un anno "normale".
Non per me.
Come sempre non ce la faccio a fare una classifica da 1 a 25 in scala, a volte accorperò i film a gruppetti

IL TITOLO RIMANDA ALLA RECENSIONE


GUEST STAR


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Uscito in realtà negli ultimi 3 giorni del 2017 Coco è, a tutti gli effetti, un film visto in Italia nel 2018.
Cartone bellissimo, divertente, emozionante, una profonda riflessione sul ricordo e sulla disperata speranza di non venir dimenticati


21° POSTO (li metto tutti assieme)


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La grandissima conferma, dopo Baskin, della classe di Evrenol Can, regista turco dall'immenso talento.
Film visivamente splendido, perturbante, complesso, giocato su diverse temporalità e sul binomio veglia-sonno, Housewife è un horror dalla tremenda ambizione (forse unico difetto) ma di una classe e atmosfera tali che è difficile trovarne di pari quest'anno



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Film messicano che aveva le stimmate del capolavoro e del potenziale vincitore del ToHorror.
Una storia dura, difficile, di bambini, povertà e malavita che alla tremenda realtà affianca una dimensione favolistica, metaforica e di fuga.
Purtroppo il film soffre di prolissità e di eccessive spiegazioni.
Siamo comunque nella zona gioielli 



Delicato, divertente, profondo.
Un film sulla difficoltà di elaborare il lutto, sul bisogno dello sfogo, su quello di essere ascoltati accettando anche di non essere capiti, sulla tremenda necessità del contatto umano.
Opera sulla solitudine esistenziale, e sul non volere più sentire i coyote ululare.
Riderete, vi rilasserete e, probabilmente, verserete anche una lacrima


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Una giovane donna con un tumore terminale, come ultima ratio, decide di intraprendere un viaggio spirituale in Amazzonia e affidarsi alle cure di uno sciamano.
Ne nasce un film che tutto è tranne che uno spot alle medicine alternative.
Soltanto un delicato e profondo viaggio dentro sè stessi, a cercare l'armonia di sè e del mondo.
La regista è morta poco prima della distribuzione del film.
Il viaggio che racconta è stato anche il suo viaggio


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Tranquilli, troveremo il cinema greco anche più in alto, molto più in alto.
Al solito, come avviene sempre laggiù, ci troviamo davanti ad un film dal soggetto geniale, tanto semplice quanto complesso da analizzare.
Un uomo ha un bisogno disperato, quello di essere compatito.
Quando a causa della guarigione della moglie ciò non avviene più la sua psiche inizia a risentirne.
Comico, grottesco, drammatico, tragico, bellissimo

20° POSTO



Il miglior horror della stagione per me.
Una bomba per gli occhi, una regia da infarto, luoghi splendidi, lei, Matilde Lutz, che è tipo una Dea.
Teso, disperato, un'opera a tratti inverosimile ed esagerata ma che sa andare oltre il mero intrattenimento

19° POSTO


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Il film più metacinematografico di TUTTI I TEMPI.
Geniale, divertente oltre ogni limite, pazzo, assurdo.
E fatto con talmente tanto cuore e passione che non ci si crede

18° POSTO



Lo penalizza il fatto di averlo visto precisamente un anno fa, il ricordo è affievolito.
Ma Corpo e Anima resta film potentissimo, una fredda e al contempo emozionante riflessione sull'amore, sul destino, sulla possibilità di uscire dalle proprie prigioni mentali, sull'accettare un incontro che pare scritto nelle stelle.
O nei sogni

17° POSTO


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Sollima vince la sfida americana.
A dir la verità il primo tempo era puro e grande cinema, con poca scrittura dietro.
Poi verrà un secondo dove la componente umana verrà fuori, e in modo prepotente.
Forse non al livello di Sicario ma un altro grande film di quella che, ormai, sarà senz'altro una trilogia

16° POSTO


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L'unico film Netflix presente.
Il più bello, del resto, visto su quella piattaforma.
Cuaron e il suo film sul ricordo, anzi, sui ricordi, i suoi ricordi personali.
Al centro una donna, la sua tata, personaggio indimenticabile.
In un bianco e nero sontuoso un film delicato, troppo lungo forse, ma capace di regalare 3,4 sequenze impressionanti

15° POSTO


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Il mio cult dell'anno probabilmente.
Ispirato al massacro di Aurora, quello in cui un giovane vestito da Batman fece una strage al cinema, Dark Night è un film tutto basato sull'attesa, sulla quiete prima della tempesta.
Un'evoluzione di Elephant probabilmente.
Con la fotografia forse più bella dell'anno un film non su una strage ma sul mostrare un paese dove ogni giorno può avvenirne una

14° POSTO


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Il primo film che vedo di Kore'eda è un'opera molto più importante di quello che potrebbe all'inizio sembrare.
Una profonda, coraggiosa e non banale riflessione sulla famiglia, sul senso di essa, sulla differenza tra l'avere persone a fianco per legami di sangue oppure poterle scegliere le persone che vuoi vicino a te.
Un film sui diversi punti di vista, sulle diverse prospettive, sui giudizi affrettati, sulla capacità, che a volte non è pura ma comunque efficace, di saper dare amore



4.1.19

Recensione: "Suspiria" (2019-Guadagnino)

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La scommessa di Guadagnino di affrontare uno dei cult horror più importanti di sempre è assolutamente vinta.
Il suo Suspiria è puro cinema, pura combinazione di Arti.
Visivamente magnifico, grande atmosfera, regia virtuosa e impeccabile, attori protagonisti eccellenti.
Peccato per una non perfetta gestione dello script, stroppo debordante nel finale e non del tutto convincente nel gestire metafore e sottostorie.
Ma questo Suspiria rimane uno degli horror moderni imprescindibili

Ah che bello che non ricordo niente del Suspiria argentiano...
Visto da adolescente, mai più rivisto (ma questo è un blog di cinema e, per giunta, di un appassionato di Horror? andiamo bene...).
Che bello perchè non devo arrampicarmi in nessun specchio, non devo parlare di lesa Maestà, non devo far confronti con il capostipite e posso fare quello che si dovrebbe sempre fare (ma quanto è difficile farlo...), ovvero giudicare un film per quello che, semplicemente, è (o par d'essere).

In più ho visto il film con l'amico Vincenzo, lui sì esperto del film di Argento.
Troverete le sue considerazioni a fine recensione.

Se poi aggiungiamo che Suspiria è il mio primo Guadagnino bingo, tutte le mie mancanze mi portano ad una condizione ideale per parlare in tabula rasa del film.
Lo dico da subito, Suspiria è un gran bel film, addirittura eccellente in alcune sue componenti.
Non è -per me- ben scritto, non è del tutto coeso e non riesce a raccontare una grande storia.

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E ha il difetto di un secondo tempo abbastanza sensibilmente sotto al primo.
Il passaggio dal thriller psicologico al vero e proprio'horror ci stava, e alla grande (del resto non è che le sceneggiature possano essere stravolte) ma è anche indubbio che la prima parte - così meno debordante, vero, ma più insidiosa - è quella dove possiamo meglio intravedere il talento di Guadagnino.
Suspiria è puro cinema.
C'è una cura maniacale per ogni aspetto, c'è un rispetto per l'operazione pazzesco.
Questi sono i casi in cui anche i detrattori dei remake dovrebbero avere l'onestà intellettuale di apprezzare lo sforzo artistico, al di là del ritenrete l'operazione necessaria o no.
Il cinema, si sa, è somma di tante arti (nessuno come lui) e in questo film tutte vengono esaltate.
A partire dagli splendidi costumi (anche una tuta da ginnastica fa la sua figura) alle stupende location e scenografie, dalla musica originale di Yorke alla straordinaria regia di Guadagnino.
Senza dimenticare una eccezionale prova d'attori.
Ogni sequenza di Suspiria è un piccolo capolavoro di cinema, in tutti questi suoi aspetti messi assieme.
Ovviamente il lato che io amo di più (e quello dove ho qualche competenza) è quello della regia.
Panoramiche a schiaffo, zoom, un movimento "da gru" nell'atrio della scuola di danza da infarto, primi piani emozionali perfetti, montaggio - vedi meravigliosa scena del ballo con annesso omicidio della russa - pazzesco.
Un perfetto mix tra regia moderna e pennellate 70ies.

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Guadagnino mi sembra un malato del montaggio, e lo dimostra da subito, con  quel prologo con la Moretz e il vecchio psicologo (la Swinton...). 
Avrò contato 40 inquadrature in 3 minuti.
Classe, tanta classe.
Ma oltre a tutto questo Suspiria ha il grande merito di saper creare una grandissima atmosfera, insidiosa, malefica, densa.
Siamo nel thriller psicologico al confine con un Evil Movie, quei film sul Male che tanto amo (e unendo Arte e Maleficio io ricordo sempre Starry Eyes...)
In questo primo tempo c'è però una scena tipicamente horror impressionante, la sopracitata audizione di Susie, un ballo di morte a due con la ragazza russa.
Dolorosa, terrificante, senza respiro.
 Fatico a trovare sequenze horror migliori in questo ultimo anno.

3.1.19

Classifiche 2018 - 2 - i 25 gioiellini non visti in sala - Parte 2

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Ed eccoci alla seconda parte dei più bei film non visti in sala quest'anno.

OGNI TITOLO RIMANDA ALLA RECENSIONE




Un grandissimo film sull'adolescenza.
A Bridgend, piccola paese del Galles, i giovani non fanno altro che uccidersi.
Arriva in paese la dolce Sara.
E, inevitabilmente, anche lei sarà infettata dal morbo di cui sono malati quei giovani.
Film sulle difficoltà del crescere, affettive e ambientali.
Ma, anche, sulla mancanza di coraggio del voler star bene.


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Un film italiano bellissimo.
Che parte da un fatto di cronaca mafiosa di inumana crudeltà ma che sceglie una prospettiva per raccontarlo per me straordinaria.
Lirico, emozionante, potente ma al tempo stesso misurato, aggraziato, umile.
Una storia d'amore forse, semplicemente



Un film splendido.
Il racconto di una donna alla deriva, stravolta dal dolore per aver perso il proprio uomo.
Ma, piano piano, con una costruzione narrativa e una scrittura magistrale, Zurich ci racconterà che dietro quella condizione c'è anche altro.
Scritto da una donna, diretto da un'altra, interpretato, in modo magnifico, da un'altra ancora.
Imperdibile


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L'opera prima dell'attore di Blue Ruin è la cosa più simile a Blue Ruin che ho visto in questi anni.
Stessa struttura, stessa arbitrarietà degli eventi, stessa spirale sempre più violenta e non cercata dal protagonista.
Divertente, con dei personaggi incredibili, strampalato, un noir che piacerebbe ai Coen.
Ma anche un film sul disperato bisogno di contatti umani e sull'ingiustizia della vita, sull'inutilità dell'esser buoni




L'ennesimo grande film della nuova cinematografia greca.
Kostis è un medico schivo e buono che arriva a lavorare in un'isola greca davanti Paros.
Un'isola morta d'inverno ma che diventa paradiso dello sballo e del sesso d'estate.
Quasi per caso Kostis diventa amico di un gruppetto di giovani turisti. Specie di Anna, l'unica ragazza greca del gruppo, bellissima giovane che instaura con lui un rapporto molto ambiguo.
Rapporto che andrà sempre più a fondo e che porterà Kostis dentro un'ossessione dalla quale non riuscirà più ad uscire



E io invece mi sono ritrovato davanti un dramma horror straordinario, umano, colto, girato da dio, fotografato anche meglio, un film in cui si vede un autore che ama profondamente la sua opera e i suoi personaggi.
E io amo lui.
E amo gli occhi di Travis, il ragazzo buono che per soggezione lascia la conversazione con la bella ragazza, il ragazzo buono che non riesce a superare la morte del nonno e del cane, il ragazzo buono che ride della felicità altrui.



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Un film molto duro, ma importante da vedere.
E' la storia di Tore, un ragazzo alto e biondo che ha fatto dell'amore per il prossimo e della bontà d'animo delle missioni di fede.
Ma delle missioni di Fede nel vero senso della parola visto che è quest'ultima, la Fede, a guidarlo in ogni sua azione.
Un giorno, però, finisce a vivere in una famiglia che, in qualche modo, lo "adotta".
E in questa famiglia piano piano vengono fuori dei lati terribili ed è il nostro ragazzo, e non solo lui, a farne le spese.
Ma l'amore di Dio è più forte di ogni altra cosa e Tore accetterà il suo calvario.


(forse) i 5 miei preferiti



Anche se l'ho visto per ultimo questo è il primo film della Trilogia sull' "Essere un essere umano" di Andersson.
E che dire, ho avuto la conferma che ci troviamo davanti ad un Film Unico, un'opera dalla coerenza tematica, narrativa e della messinscena pazzesca.
L'essere umano anderssoniano è un essere umano senza speranza, fermo su sè stesso, grottesco, esangue.
Probabilmente quella che viene raccontata è quasi un'Apocalisse.
Si ride, si riflette, in un'opera (intesa come trilogia) che, per quanto mi riguarda, è una delle cose più grandi di questi nostri anni 2000

"In Canzoni dal secondo piano abbiamo i soliti figuri di Andersson, un'umanità dai colori esangui che quasi si mimetizza con dei luoghi, delle stanze, dai colori smorti.
Tutte le location di Andersson sembrano delle camere mortuarie in cui i morti ancora non si rendono conto d'esser tali."


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Un comico che non fa ridere nessuno.
Misantropo, misogino.
Se ne va sul palco a dire le sue volgari battute, in un tristissimo tour fatto in un'America desertica che sembra morta, come, del resto, sembra morto lui.
Un film di una malinconia infinita, di una solitudine cosmica, pieno di immagini fortissime di vuoto e abbandono.
Una figlia da chiamare la sera, senza mai ricever risposta.
Grande cinema, forse, tra tutti, quello più vicino a me


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Il 22 luglio 2011 in Norvegia avviene quella che è forse la strage più grande compiuta da un solo uomo che mondo ricordi.
Prima la bomba ad Oslo poi un pazzo nazista che va su un'isoletta a fucilare quanti più giovani potesse.
Morirono 77 persone, 70 delle quali ventenni o ancora più giovani.
Fare un film sulla vicenda era delicatissimo.
Dovevano essere compiute delle scelte.
E Poppe, il regista, non ne sbaglia una.
E ci regala un film straordinario, etico, che più si allontana dal cinema dell'orrore, più diventa verosimile, più orrore ci fa provare.
Imperdibile


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Un grandissimo film finlandese capace di tirarci fuori profonde riflessioni.
La storia di un uomo che pratica eutanasie clandestine agli animali.
Un uomo, però, che quegli animali li ama profondamente.
Un personaggio indimenticabile, complesso, incredibile.
Per un film violento e poetico, disumano e lirico.
Un'opera da vedere a mente aperta, senza pregiudizi.
Per conoscere tutto il meglio e tutto il peggio di noi


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Un'opera d'arte di un 26enne cinese.
Un film apparentemente lineare, povero e monotono che nasconde invece un'incredibile, vorticoso, onirico viaggio nello spazio e nel tempo.
Con un piano sequenza di 41 minuti che per realizzazione e significato piomba di diritto nella storia recente del cinema.
Un film facile e inutile se non avete voglia di faticarci dentro, bellissimo e unico se proverete a farlo

2.1.19

Classifiche 2018 - 1 - I 25 gioiellini non visti in sala - Parte 1 -

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Cominciamo, in ritardissimo, le liste - classifiche finale dell'anno.
Cominciamo, al solito, con la lista di quei film non visti al cinema (quelli che chiamo gioiellini).
Questa lista attinge moltissimo -quasi completamente- dal gruppo facebook che gestisco Il Guardaroba de Il Buio in Sala (e, quindi, disponibili a richiesta).
Poi di sicuro farò la lista dei miglior film visti in sala.
Se trovo le forze anche quella dei migliori horror e quella mix in cui segnalo scene, grandi interpretazioni e delusioni dell'anno.
Vediamo, almeno le prime due le prometto però

TUTTI I TITOLI, SE CLICCATI, RIMANDANO ALLE RECENSIONI


Risultati immagini per inimi cicatrizate

Un film rumeno malinconico, divertente, colto, lungo, divertente.
L'odissea di un giovane intellettuale finito in un sanatorio alla fine degli anni 30.
Film lirico, esistenziale, rassegnato ma anche vitalistico.
Un'opera con dentro solo personaggi amabili.
Meglio un cuore che soffre che uno cicatrizzato, ormai insensibile al dolore


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Bellissimo documentario a tecnica mista (animazione in rotoscope, filmati d'archivio, interviste, audio originali) che racconta la prima strage in un college americano della nostra era moderna.
Siamo nel 1966, un cecchino spara indiscriminatamente dalla Torre dell'Università di Austin.
Un doc artisticamente grande, umano, rispettoso, emozionante


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L'opera prima del figlio di Cronenberg è un film visivamente bellissimo, bianco, simmetrico, elegante.
Ma malato, estremamente malato.
In un prossimo futuro il divismo - uno dei concetti più lontani da me che esistano- è arrivato a livelli così assurdi e patologici che i fan comprano i virus, le malattie, contratte dai loro idoli.
Brandon "copia" suo padre (e ben venga la cosa per me) in un film che è uno Sci-Fi di corpi, aghi, malattie e mutazioni.


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Film difficile e dai tempi dilatatissimi.
Tutte cose che amo ma che stavolta mi hanno un pò bloccato.
Eppure questo film di soldati che non si svegliano dal sonno, di mondi ibridi (sonno-veglia, sopra-sotto, cielo-mare, passato-presente, realtà-tradizione orale) è opera che ho percepito come grande, grandissima, e che a prescindere da quanto si riesca a viverla  ti porta a tante suggestioni, tanti pensieri, tante fascinazioni.



Dai creatori dello splendido La Canzone del Mare un altro film che racconta una cultura ed un popolo, come fu allora quello irlandese adesso è quello mediorentale (afghana).
E ancora una volta tutto viene fatto affiancando al reale l'immaginario, la leggenda, il mito, il racconto orale.
La storia di Parvana, una bimba 11enne col coraggio di un leone.
Una bambina che sta crescendo in una cultura  per certi aspetti straordinaria ma disumana con le donne.


Risultati immagini per CALIBRE FILM

Probabilmente il film più autoriale che ho visto su Netflix.
Due amici a caccia, un fatto di sangue, una scelta etica da prendere.
Thriller morale che pare quasi un Cuore Rivelatore formato gigante.
Tra paure, paranoie e minacce un drammatico a forte matrice psicologica che metterà anche lo spettatore, se vorrà, davanti a terribili dubbi


Risultati immagini per oslo 31 agosto

Il secondo film di Joachim Trier che vedo è, ancora una volta, dopo Thelma, un gran film.
E di nuovo un'opera profondamente umana in cui il regista racconta con molto affetto ed empatia il suo personaggio principale.
E questa volta abbiamo Anders, un ragazzo che esce dalla comunità di recupero in cui sta finendo il suo percorso per vivere una giornata fuori, di vera vita.
Un film in unità di tempo, da alba ad alba.
Un'opera sul sentirsi inutili, falliti, senza futuro, incapaci di rientrare con forza in quella cosa a volte così difficile che è la vita.
Eppure questo non è un film su una spirale senza ritorno ma, al contrario, sull'incredibile paura di poter star bene




Il solito Solondz, autore geniale, complesso, divertente ma anche tremendamente secco nel descrivere l'uomo.
Di sicuro non al livello del suo capolavoro Happiness, Wiener-Dog (bassotto) è comunque un gran film, capace di far riflettere molto. Divertente, cinico, abbastanza doloroso ma anche carico di tanta umanità.


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Un documentario impressionante.
La storia di Dawson City, una cittadina del remoto Canada creata dai primi cercatori d'oro.
Ma soprattutto la storia delle pellicole che, in uno scavo, sono state rinvenute del 1975, 60 anni dopo.
Pellicole in nitrato, quasi delle bombe, che il freddo e il caso hanno portato ancora in vita a noi.
Un atto d'amore verso il cinema.
Una storia che era impossibile non raccontare



La storia di un domatore di leoni, di una contorsionista bella e triste e di una ricerca.
Tairo ha perso il suo amuleto, il ferro che gli piegò 15 anni prima Arthur Robin, il primo Mister Universo nero della storia.
Comincia così un viaggio che è ricerca, ricerca di sè stesso e di un uomo fortissimo.
Mister Universo racconta di un mondo decadente o forse già decaduto, un mondo malinconico e nostalgico.
Documentario che non ha la pretesa di nascondere i propri artifici narrativi, un piccolo gioiellino, un anacronismo, un film fatto col cuore



Dalla Spagna un altro gran bel thriller psicologico.
Interamente ambientato in una stanza El Metodo racconta di un colloquio di lavoro dove i sette candidati ben presto si renderanno conto che la selezione sarà molto anomala.
Nessuno dell'Azienda si presenterà, saranno sempre soli.
Comincerà una competizione senza scrupoli, quasi disumana, un mors tua vita mea per avere quel posto.
Intanto Madrid è semi-distrutta da una protesta No Global.
Il macrocosmo di fuori e il microcosmo di quella stanza inizieranno sempre di più a diventare una cosa sola.
Peccato per due piccoli problemi che lo allontanano dall'eccellenza.
Ma, insomma, da non perdere



Un film weird, estremo, grottesco.
Tre generazioni di una famiglia.
Un soldato erotomane, uno che fa sesso con tutto, cose, animali e persone.
Suo figlio, un uomo che diventerà un essere immondo, iper obeso, un mangiatore di professione.
E il figlio di suo figlio, un emaciato tassidermista che al calore umano ha dovuto preferire la freddezza della morte animale.
Un film che forse vi divertirà, forse vi farà ribrezzo, forse vi interesserà.
Sì, perchè Taxidermia in realtà è una spietata analisi dell'essere umano.
Corpi senz'anima, corpi materiali d'esposizione.


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Sant'Anastasia, Napoli
Siamo nei giorni della processione della Madonna dell'Arco, una Maria ferita nel volto che è punto di riferimento dell'intera, devotissima, comunità.
Ci sono una ragazza in carrozzina che non crede più ai miracoli, una pianista coreana che vede Dio nella musica e una trans che vive invece la sua religiosità in maniera più classica e sentita.
Dopo Il Libraio di Belfast un altro dolcissimo documentario di Alessandra Celesia, autrice che riesce sempre a star fuori da quello che mostra, a non dare giudizi, ma al tempo stesso ad amare le sue storie in modo assoluto